26.3 C
Palermo

Via “Bamminiddari”, la storia di una tradizione natalizia tra le pieghe di una strada

DaLeggere

Un fascino particolare hanno sempre esercitato “i bambineddi”, sia sui bambini che sugli adulti. Ancora oggi a Palermo esiste una via Bambinai, che era prima chiamata dei Crocifissari, per la presenza di scultori di Crocifissi in osso.

Si trova nei pressi di piazza Giovanni Meli, limitrofa al Largo Cavalieri di Malta. Questa strada è così  chiamata a ricordo di questa antica attività. Sul luogo, infatti, si trovavano diverse  botteghe che costruivano Bambinelli di legno e osso, che venivano plasmati in diversi atteggiamenti gestuali, dormienti o seduti, oppure nella classica posizione con braccia aperte, e gambe leggermente sovrapposte, i tratti del viso, dolcissimi, venivano fuori in tutta la loro espressività.

Alcuni erano particolari, rinchiusi in un frutto di ficodindia, in un limone, in una pigna, in una melarancia o in altri frutti, i tratti del viso assumevano quelli reali di qualche bimbo che aveva ricevuto una grazia, divenendo anche ex-voto. A volte  erano abbigliati con ricchi tessuti ricamati e un’ampia varietà di addobbi preziosi arricchivano le composizioni.

I Bambinelli di cera erano piccoli capolavori e venivano custoditi all’interno di teche di vetro, le “scaffalate“. Essi, venivano posti con rispetto in una posizione d’onore, nel comò della stanza da letto oppure nel “menzotunnu(tavolo a mezzaluna) della casa e diventavano una vera e propria attrazione sia per i bambini, sia per gli adulti.

Un tempo, le strade non erano addobbate con le luminarie e non c’erano neanche i grandi Centri Commerciali, i popolani erano attratti soltanto dalle “putie“ (negozi) addobbate a festa con la merce esposta: frutta fresca e secca, carne e le latterie, in seguito diventate pasticcerie.

La Novena Natalizia iniziava il 29 Novembre e si concludeva il 7 Dicembre, poi, si ripeteva dal 16 al 24 Dicembre, stavolta davanti il presepe, dove i più anziani della famiglia recitavano le preghiere (novena). Le famiglie più agiate ingaggiavano “u ciaramiddaru“  vestito da pastore che davanti il presepe suonava con la cornamusa i “ninnareddi“, una nenia sempre uguale e ripetitiva.

Un ruolo preminente nelle Festività Natalizia lo assumeva il presepio. Le parti ed i soggetti (pastureddi) si acquistavano soltanto nel mese di Dicembre. I pastori erano di varie dimensioni e prezzi: quelli della grandezza di un pollice erano i più scarsi e costano 2 centesimi di lira ciascuno, i gruppi ne costano 4, quelli ancora più piccoli costavano 4 centesimi di lira.

I fabbricanti di pastori, erano denominati “pasturara“, vendevano anche sugheri, nuvole di carta colorata, casette di carta, legno, sughero o di creta, terra bianca da presepio, argilla, fronde di cipresso, puleggio etc.

I fanciulli, per acquistare una ventina di questi pastori raccoglievano per alcuni mesi i soldini. Era il tempo quando tutto avveniva all’interno della famiglia. Nonostante la povertà, c’era un clima di festa.

 

- Sponsorizzato -

Leggi anche:

SCRIVI UNA RISPOSTA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Sponsorizzato -

Ultimi articoli