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lunedì 26 luglio 2021 - Ultimo aggiornamento alle 20:44

Mafia, l’ex senatore D’Alì condannato a sei anni di carcere

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La Corte d’Appello di Palermo ha condannato a sei anni di carcere l’ex senatore di Forza Italia Antonio D’Alì, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, nel processo d’appello-bis dopo la sentenza della Corte di Cassazione che aveva annullato con rinvio la prima sentenza d’appello del settembre del 2016, in cui l’ex sottosegretario di Forza Italia venne assolto per le contestazioni successive al 1994.

Mafia, la Procura chiede la condanna a sette anni per l’ex senatore D’Alì

I giudici hanno dichiarato prescritti i reati del periodo precedente. La Procura generale aveva chiesto una condanna a 7 anni e 4 mesi. D’Alì è accusato di avere “contribuito al sostegno e al rafforzamento di Cosa nostra, mettendo a disposizione dei boss le proprie risorse economiche, e, successivamente, il proprio ruolo istituzionale di senatore della Repubblica e di sottosegretario di Stato”.

“Desta profonda sorpresa la riforma della sentenza di primo grado di assoluzione, considerato che tutte le acquisizioni probatorie di questo giudizio di rinvio hanno rinforzato la tesi difensiva e avvalorato la correttezza delle motivazioni del Gip del Tribunale di Palermo”. Lo ha detto l’avvocato Arianna Rallo, legale del senatore Antonio D’Alì. “Tuttavia, nel doveroso rispetto che attribuiamo ad una decisione giudiziaria, attendiamo le motivazioni per comprendere quale sia stato l’iter logico-argomentativo che ha condotto la Corte di Appello ad una diversa valutazione dei fatti e se lo stesso possa dirsi esente da vizi di legittimità, giustificanti ovviamente il ricorso per cassazione”.

“Peraltro – continua l’avvocato – la recentissima statuizione della Corte di Cassazione, dello scorso 17 giugno, che ha irrevocabilmente giudicato ingiusto e illegittimo che Antonio D’Alì sia stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale da parte del Tribunale di Trapani, deponeva certamente per una valutazione dei fatti corrispondente alla prospettazione difensiva”.

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