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domenica 25 luglio 2021 - Ultimo aggiornamento alle 20:44

VIDEO| Mafia, racket e scommesse: 8 arresti a Palermo, in manette pure il figlio del boss Caporrimo

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Le mani dei boss sul settore delle scommesse on line. L’operazione antimafia “Bivio 2” dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo, all’alba di oggi ha portato all’arresto di 8 persone (7 in carcere e 1 ai domiciliari), ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni aggravate, danneggiamento seguito di incendio. L’inchiesta avrebbe fatto emergere “la stabile infiltrazione” di Cosa nostra nel settore. Uno degli arrestati è Giuseppe Vassallo, palermitano trasferito a Firenze, che grazie agli accordi siglati con il boss Giulio Caporrimo, avrebbe commercializzato i propri siti per le scommesse on line sul territorio del mandamento di Tommaso Natale, riconoscendo parte degli utili al clan.

Le indagini, coordinate dal un pool di magistrati guidati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, colpiscono ancora una volta il mandamento di Tommaso Natale, dimostrando la sua “perdurante operatività” nonostante le numerose operazioni che negli ultimi anni hanno portato in carcere capi e gregari. Il blitz ancora una volta ruota attorno alla figura di Giulio Caporrimo, oggi in carcere, e ai mesi in cui era tornato a dettare legge a Tommaso Natale. Una libertà “intermittent” con lunghi periodi di detenzione quella del reggente mandamento che, tornato in libertà nel maggio del 2019 si ritrovò a fare i conti con nuovi equilibri all’interno dell’organizzazione e con una nuova leadership, quella di Francesco Palumeri, che non riconosceva.

VIDEO| Mafia, maxi blitz a Palermo: azzerato il mandamento di Tommaso Natale, 16 arresti

 

È il periodo dell’esilio volontario a Firenze prima del rientro a Palermo, dove riprende in mano le redini del clan, ricompattando attorno a sé il mandamento. I reati non sarebbero stati commessi solo da Giulio Caporrimo, ma anche dal figlio Francesco. Al giovane rampollo gli investigatori contestano l’incendio ai danni di un esercizio commerciale di Sferracavallo, le fiamme sarebbero servite a vincere la resistenza del titolare del locale a cederne la gestione proprio a Giulio e Francesco Caporrimo.  Minacce e attentati incendiari per vincere la resistenza delle vittime. Così i boss del mandamento di Tommaso Natale imponevano il proprio controllo sul territorio.

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Undici le vicende estorsive consumate o tentate, di cui due denunciate spontaneamente dalle vittime, ricostruite dai carabinieri. Nel mirino dei boss anche i lavori della rete fognaria di Sferracavallo con l’incendio al cantiere edile per ottenere il subappalto di alcune lavorazioni. Le indagini degli investigatori dell’Arma hanno ricostruito anche l’intimidazione a una società edile che si stava occupando della ristrutturazione di un immobile a Sferracavallo, l’obiettivo era avere la commessa per i lavori di impiantistica.

E ancora il tentativo da parte di Vincenzo Taormina di vietare a un imprenditore lavori di scavo nella zona di Sferracavallo, rivendicando “la potestà sul territorio”. Estorsioni e non solo. I lunghi mesi di indagine hanno fatto emergere anche la “sistematica realizzazione di ‘cavalli di ritorno’ che consentivano agli affiliati di realizzare ingenti guadagni facendosi consegnare denaro per la restituzione di veicoli oggetto di furto”.

 

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