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Non solo caldo sulla Sicilia, la brama di potere: l’altro tormentone estivo | Editoriale

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“La Lega guiderà la Sicilia”,No, la Lega no! ” . Nello Musumeci, governatore, ha già parlato: “Io mi ricandido, ho operato bene”. È il nuovo tormentone che si abbatte come mannaia sull’Isola;  sono momenti di idee e movimenti di accordi tra partiti che tentano di stravolgere le aspettative della Sicilia aperta al futuro e che si palesano come fossero il “treno dei desideri che all’incontrario va… ” (come dice la canzone di Adriano Celentano).

La carica dei desideri all’incontrario appartiene a quanti – ad personam oppure a gruppi –  politicamente considerano il territorio della regione siciliana come terra di conquista per isolarla, si suppone come ipotesi, dal contesto democratico, chiusa all’apertura europeista, alla solidarietà, accusandola di favorire flussi emigratori e di scarsa volontà civica. Tutto sommato, sono momenti che però smentiscono gli stessi portatori (e non è solo la Lega di Matteo Salvini) delle nuove idee allorché si dichiarano pronti a candidarsi, alle nuove elezioni regionali del prossimo anno, alla guida della Sicilia , puntando alla poltrona del Governatore per il gran bene che vogliono ai siciliani (sic!), i quali non sono così ingenui da cadere nella trappola.

È il classico detto del cane che si morde la coda per quanti sono costretti a rimangiarsi le proprie convinzioni pur di raggiungere lo scopo del comando, per poi, una volta al potere, ritornare sulle originarie convinzioni. Come si potrà dedurre, è il circolo vizioso che viene posto in movimento a discapito della società siciliana moderna che entro la sua onesta e maturata mentalità culturale trova la forza civile e responsabile. Più nel bene che nel male, la Sicilia ha dimostrato, e lo dimostra, che il suo percorso di sviluppo sociale, di condivisione, di accoglienza è fruttuoso di senso del bene comune al quale si deve concorrere affinché il bene (spirituale e materiale) sia valore indistruttibile; lo dimostra con il risveglio delle arti e mestieri, della cultura in generale, della scuola e università, della professionalità in diversi settori, dei concerti musicali e del teatro.

Settori culturali e produttivi che si preparano con entusiasmo ad incrementare la propria consistenza nel dopo crisi Covid e del pano vaccinale. E ciò è possibile oggi e lo sarà domani, se non ci saranno politica fuorviante e l’avvento di comandanti che non conoscono realtà e mentalità pura siciliana e che contro queste usano idee strambe e di poco conto. Siciliani attori di teatro, scrittori, cantanti, romanzieri, giornalisti quando recitano, cantano, scrivono sentono il calore e l’umanità della bella e storica Sicilia.  Recitano, cantano e scrivono con la Sicilia nel sangue e senza pretestuosa retorica, esprimono i loro principi umani e di appartenenza con la semplicità dettata dall’animo; valore che non si sente, né si avverte se non si è siciliano, se nelle vene non scorre il “sangue siculu” che fa viaggiare nel tempo della dignità e verso il futuro, anche se numerosi problemi sociali ed economici sono ancora da risolvere.

Forse è per tale motivo che ad altri suscita la voglia del comando politico per sentirsi, una volta tanto un po’ siciliani; ma è solo un capriccio che li anima e che nasconde altri capricci e interessi di cui la Sicilia non ha alcun bisogno.

 

 


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