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Ordine degli ingegneri, a Palermo si rinnovano i vertici: intervista al presidente Di Dio

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Dal giorno 15 giugno si svolgeranno le elezioni per il nuovo Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo. Con noi il Presidente del Consiglio attuale: l’ingegnere Vincenzo Di Dio.

Presidente, ci vuole illustrare brevemente il percorso attuato dall’Ordine in questi anni?

“È stato veramente un percorso: siamo stati eletti con degli obiettivi e li abbiamo realizzati passo dopo passo, con tenacia ed unicità di intenti. Ci sarebbe molto da dire ma voglio evitare termini astratti o parole generiche e mi atterrò solo ai fatti. L’Ordine è un Ente Pubblico. Abbiamo ereditato un credito non riscosso, maturato negli anni passati, di un milione e centomila euro. Un danno erariale enorme che si è dovuto affrontare con impegno, a costo di inimicarsi qualche iscritto. Si doveva fare e lo abbiamo fatto, ma mai prima d’ora era successo. Abbiamo messo sotto controllo la situazione finanziaria e con i soldi recuperati abbiamo offerto i dovuti servizi. Ad esempio abbiamo acquistato diversi strumenti utili allo sviluppo di attività professionali che sono ora nella disponibilità dei colleghi. Aggiungo anche che abbiamo riallineato le giacenze del fondo pensioni dei nostri impiegati e garantito agli iscritti una formazione di qualità e gratuità. Ciò a dispetto di una tassa annuale che rimane tra le più basse d’Italia”.

“Abbiamo trovato contrasto e dissapori – prosegue Di Dioed abbiamo creato fiducia tra le istituzioni. Grazie a questo processo l’Ordine è oggi rappresentato nei principali tavoli tecnici, propositivo interlocutore del Tribunale, ascoltato nelle Commissioni e protagonista attivo nella proposizione di leggi e procedure di semplificazione. Cito, tra le tante, la legge sul pagamento delle parcelle come requisito essenziale per l’attivazione delle procedure edili. Su incarico dell’Assessorato Regionale Beni Culturali abbiamo creato una convergenza di intenti tra giovani progettisti e architetti famosi per il futuro dell’area dell’area su cui sorgeva il capolavoro di Basile noto come Villa Deliella. In questo luogo sorgerà il Museo del Liberty. Per un mese Palermo è stata al centro dell’attenzione del mondo dell’informazione sperimentando sistemi condivisi e partecipati per l’amministrazione della cosa pubblica”.

“Con lo stesso spirito l’Ordine ha partecipato ai tavoli tecnici in seno all’Edilizia Privata, promuovendo un dibattito che mai c’era stato prima per cercare insieme delle soluzioni. Certo non tutto è stato risolto, ma è questo il segno del mondo che cambia: confronto tra colleghi e non contrapposizioni sterili. In questi anni l’Ordine ha anche espresso la presidenza della Consulta Regionale che ha riunito le nove province, superando rancori del passato ed ha potuto avviare una proficua collaborazione per la stesura delle leggi urbanistiche regionali. Un altro obiettivo che ci eravamo prefissati è stato quello di essere veramente l’Ordine della “Provincia” di Palermo”.

“In questi anni – aggiunge Di Dioabbiamo cercato di raggiungere i nostri colleghi nei comuni dove vivono ed operano, abbiamo portato nei loro territori incontri e convegni, abbiamo cercato di creare una rete di ascolto delle esigenze di tutti gli iscritti, anche se lontani. Per la prima volta nella storia dell’Ordine, abbiamo fatto Consiglio presso alcuni comuni della provincia, manifestando fisicamente la presenza dell’Ordine sul territorio. E questo non era mai successo prima nella storia dell’Ordine”.

Tutto bene allora, nessun rimpianto?

“Rimpianti no, progetti da portare avanti tanti. Come prima cosa bisogna proseguire nella strada di unire la categoria e di accentuare il senso di appartenenza. È necessario proseguire nella ricerca della partecipazione degli iscritti nelle decisioni e sviluppare il concetto dell’unità di intenti anche nel dibattito più acceso. Abbiamo avviato percorsi di socializzazione con mostre di arte, attività sportive e riunioni sociali ma molto ancora si deve fare e, soprattutto, si deve superare quel senso di individualismo e di chiusura all’innovazione che conduce solo all’isolamento. Le prossime sfide sono il PNRR e la Transizione Ecologica e Digitale. Sfide che vedono l’ingegnere al centro. La nostra categoria potrà essere protagonista solo se troverà per tempo formazione adeguata e supporto tecnologico”.

“Il nostro Ordine dovrà essere pronto a questa sfida perché il futuro si costruisce e solo chi è lungimirante sarà pronto al momento opportuno. In questi anni abbiamo costruito le basi di un ponte che unisce pubblico e privato, professionisti ed istituzioni; ora è il tempo di percorrerlo insieme. Ci presentiamo alle prossime elezioni con una squadra rafforzata con elementi che da sempre fanno consulenza alle imprese, gestiscono processi informatici, lavorano nel mondo dell’urbanistica e della sicurezza sul lavoro. Tanti giovani e tante donne e non perché qualche legge lo ha imposto ma perché è stato sempre nelle nostre scelte logiche e conseguenziali. Il rinnovamento – conclude Di Dio si fa con i fatti e non con le parole. Per questo motivo la nostra lista si chiama ‘Continuità ed Innovazione’ ed è questo il senso del percorso che proponiamo”.

 

 

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