11.6 C
Palermo

VIDEO | Mafia, 35 arresti a Catania: “In manette pure il boss dei Santapaola”

DaLeggere

Meteo, inizio febbraio tra caldo anomalo e gelo

Altalena termica: le temperature saliranno in modo repentino entro il weekend, in particolare nei valori massimi; poi, da lunedì prossimo, dovremo tirare di nuovo...

L’avvocato della vittima di Alfredo Cospito: “Lo ha gambizzato, ma il 41 bis è inutile”

”Io sono contrario in termini generali al 41 bis, perché la ritengo una misura inadeguata, che lede i diritti previsti dalla nostra Costituzione”.

Alfredo Cospito resta al 41 bis, il medico: “Con il carcere duro morirà”

”Alfredo Cospito è stato trasferito ieri nel carcere di Opera, ma questo non ha cambiato assolutamente il regime carcerario del detenuto”. Lo ha dichiarato il vice premier Antonio Tajani.

Russia, ex collaboratore di Putin: “Possibile golpe nei prossimi mesi”

”In questo momento, penso che un colpo di stato militare possa essere possibile”. Sono le parole di Abbas Gallyamov, l’ex speechwriter di Vladimir Putin.

GUARDA IL VIDEO IN ALTO

È stato arrestato nel corso del blitz antimafia di questa mattina, a Catania, Francesco Tancredi Maria Napoli. L’uomo, ritenuto dagli investigatori il boss della cosca Santapaola-Ercolano, è nipote di Salvatore Ferrera detto “Cavadduzzo” e legato da vincoli di sangue allo storico capomafia Benedetto “Nitto” Santapaola, dato che Ferrera era sposato con una delle sorelle D’Emanuele, zia di Santapaola.

Il blitz, condotto dai carabinieri del capoluogo etneo, ha portato all’arresto di oltre 30 persone (nomi a fondo pagina) tra  Catania, Prato, L’Aquila, Enna, Perugia, Vibo Valentia, Palermo, Benevento, Siracusa e Avellino: 26 in carcere e 9 agli arresti domiciliari, “gravemente indiziati”, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni, trasferimento fraudolento di beni aggravati dal metodo mafioso.

Secondo gli investigatori, Napoli, già in prossimità della scarcerazione del 6 settembre 2019, dopo oltre 13 anni continuativi di detenzione, sarebbe stato investito della carica di rappresentante di Cosa nostra catanese da elementi di vertice della “famiglia”. “Tale elemento – spiegano dall’Arma – è stato confermato dalle recenti dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Silvio Corra e Salvatore Scavone. Peraltro, già in precedenza, diversi collaboratori, tra cui Santo La Causa, lo avevano indicato quale uomo d’onore riservato”.

Napoli sempre secondo chi indaga, avrebbe improntato sulla prudenza la gestione quotidiana dei suoi affari usando una rete telefonica riservata costituita da utenze intestate ad ignari cittadini extracomunitari, frequentemente sostituite. Le questioni di interesse del clan sarebbero sempre state rimandate ad incontri in presenza, fissati senza alcun riferimento specifico al luogo, ma indicati attraverso “nomi in codice”, durante i quali avrebbe vietato ai suoi interlocutori di tenere al seguito i cellulari. “In tale contesto – proseguono i carabinieri di Catania – avrebbero altresì rivestito un ruolo di particolare rilievo le figure di Cristian Buffardeci e di Domenico Colombo”.

Sempre secondo le ricostruzioni, il primo , avrebbe consentito a Napoli di evitare un’esposizione diretta nella gestione degli affari illeciti della “famiglia”, in particolare nei contatti con soggetti pregiudicati e nell’organizzazione degli appuntamenti. “Il suo pieno coinvolgimento all’interno dell’associazione mafiosa sarebbe inoltre confermata dalla circostanza che, in diverse occasioni e su incarico di Napoli, avrebbe preso parte in sua vece a delicati incontri con soggetti di vertice di altre organizzazioni criminali”.

Su Colombo, invece, sarebbero emersi “sia gli stretti legami con personaggi di vertice dell’associazione, tra cui in particolare Vincenzo Sapia, Salvatore Rinaldi, Carmelo Renna e Francesco Santapaola, sia il suo ruolo nella gestione delle attività estorsive e di recupero crediti nei confronti di soggetti che ritardavano nel pagamento dei debiti, raccogliendo, in particolare, le somme destinate alla famiglia di Francesco Santapaola”.

L’attività investigativa avrebbe inoltre documentato i “reati fine” strumentali al sostentamento dell’associazione mafiosa, tra i quali si porrebbero in evidenza le diverse estorsioni ai danni di imprenditori catanesi, “un fiorente traffico di cocaina e marijuana – aggiungono i militari gestito direttamente da Gabriele Santapaola e dai fratelli Giuseppe e Antonino (figli di Salvatore Santapaola inteso “Turi Colluccio”), il recupero crediti attraverso prestiti ad usurae l’acquisizione, diretta o indiretta, della gestione e del controllo di attività economiche”.

Sono state poste sotto sequestro le società “Citymotor s.r.l.”, salone multimarca di automobili nel Comune di San Gregorio di Catania e “Vinissimo s.r.l., enoteca con sede a Catania, affidate ad un amministratore giudiziario, insieme ai conti correnti ad esse intestati e a tutti i beni aziendali registrati, sia mobili che immobili.

 

IN CARCERE:

1)       BONAVENTURA Carmelo, nato a Catania il 25.9.1962;

2)       BUFFARDECI Cristian, nato a Catania il 13.5.1976;

3)       CASERTA Francesco, nato a Catania il 19.6.1971;

4)       CASTORINA Angelo Antonino, nato a Catania il 4.1.1991;

5)       COLOMBO Domenico, nato a Catania il 15.4.1976;

6)       DI MAURO Salvatore, nato a Catania il 25.8.1965;

7)       FALLICA Carmelo Cristian, nato a Wickede (Germania) 28.10.1985;

8)       MAGRI’ Orazio,nato a Catania il 15.5.1971;

9)       MARGHELLA Mario, nato a Catania il 20.7.1970;

10)   MUSCARÀ Corrado Gabriel, nato a Catania il 13.09.1996;

11)   NAPOLI Francesco Tancredi Maria, nato a Catania il 10.4.1976;

12)   OCCHIPINTI Angelo, nato a Catania il 19.2.1974;

13)   PAPPALARDO Giuseppe, nato a San Giovanni La Punta (CT) il 22.1.1967;

14)   PINO Vincenzo, nato a Catania il 02.10.1998;

15)   PLATANIA Francesco, nato a Catania il 2.4.1968;

16)   RACITI Carmelo, nato a Catania il 15.6.1982;

17)   SANTAPAOLA Antonino, nato a Catania il 20.4.1984;

18)   SANTAPAOLA Francesco, nato a Catania il 1.12.1979;

19)   SANTAPAOLA Gabriele, nato a Catania il 20.4.1984,

20)   SANTAPAOLA Giuseppe, nato a Catania il 29.12.1981;

21)   SAPIA Vincenzo, nato a Catania il 31.01.1966;

22)   SCALETTA Giuseppe, nato a Catania il 27.9.1966;

23)   SCHILLACI Lorenzo Michele, nato a Troina (EN) il 25.4.1968;

24)   SORTINO Gaetano, nato a Catania il 7.8.1965;

25)   TRINGALE Gaetano, nato a Catania il 13.11.1961;

26)   ZAPPALÀ Daniele Carmelo, nato a Catania il 8.2.1966.

 

ARRESTI DOMICILIARI

1.       BARBERO Eugenio Dante, nato a Catania il 28.7.1974;

2.       BRUNO Barbaro, nato a Sidney (Australia) il 5.4.1971;

3.       DI SALVATORE Massimo, nato a Catania il 26.11.1972;

4.       FERRERA Francesco, nato a Catania il 22.12.1964;

5.       LOMBARDO Rosario, nato a Catania il 26.8.1968;

6.       LOMONACO Salvatore Daniele, nato a Taormina (ME) il 12.6.1982;

7.       SCIRÈ Simone, nato a Catania il 18.10.1989;

8.       TURRISI Giuseppe, nato a Francavilla di Sicilia (ME) il 8.7.1973;

9.       ZAMMATARO Gerardo nato a Piedimonte Etneo il 15.12.1975.

 

 

- Sponsorizzato -

Leggi anche:

SCRIVI UNA RISPOSTA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Sponsorizzato -

Ultimi articoli

Agente di polizia penitenziaria aggredito al carcere di Termini Imerese

Aggressione nei confronti di un agente della polizia penitenziaria al carcere di Termini Imerese, in provincia di Palermo.

Spettacoli, Manlio Dovì e Chris Clun a Palermo con “Spasso… a due”: ecco quando

A Palermo due generazioni di comicità a confronto: quella del varietà classico all’italiana di Manlio Dovì e la satira virale ed irriverente che passa prima sui social network di Chris Clun.

Tragedia sfiorata a Ficarazzi, mamma sviene e finisce sul figlio neonato di 4 mesi

I carabinieri sono stati avvisati dalla nonna del piccolo.

Smog, 29 città su 95 oltre i limiti giornalieri: tra queste Palermo e Catania

Nel 2022, 29 città su 95 hanno superato i limiti giornalieri di Pm10 e tra queste ci sono anche Palermo e Catania.