Nel giorno della Festa della Liberazione, Palermo ha simbolicamente riscritto la propria toponomastica per onorare chi ha combattuto il fascismo. Tra i cinque nuovi nomi che per qualche ora hanno sostituito quelli ufficiali delle strade, c’è anche quello di Salvatore Pantaleone, noto come “il comandante Orione”, partigiano palermitano che combatté in Friuli Venezia Giulia con la brigata Osoppo. L’iniziativa, promossa dal Partito Democratico siciliano, si è inserita nelle celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione. L’obiettivo: rendere omaggio a figure della Resistenza e denunciare la persistenza di simboli legati al colonialismo e al fascismo ancora presenti nello stradario cittadino. Pantaleone ha preso il posto, per un giorno, di Luigi Razza, ministro dei Lavori pubblici durante il regime fascista. La strada in questione è una traversa di via Serradifalco, nei pressi di piazza Principe di Camporeale.
Il 24 aprile del 2021, l’allora sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, davanti alla lapide che ricorda le vittime della Divisione Acqui, dichiarò che “La Lotta di Liberazione è stata il fondamento della costruzione di tutti e 139 gli articoli della nostra Costituzione che costituiscono il punto di riferimento non soltanto per esprimere gratitudine per il passato, ma per confermare condanna al nazifascismo e costruire un futuro sempre più forte di diritti per ciascuno, senza discriminazioni di sorta. Che ogni giorno sia 25 aprile, che ogni giorno sia Festa di Liberazione”. Sarebbe stato quindi, e sarebbe ancora, un bel gesto da parte dell’Amministrazione comunale di Palermo, se per esprimere una volta di più gratitudine per il passato, di propria iniziativa intitolasse uno spazio o una via alla memoria di Salvatore Pantaleone che è stata comunque onorata grazie alla lodevole iniziativa del Pd Sicilia.
Altre vie sono state intitolate a partigiani e vittime dei nuovi autoritarismi. Al partigiano Pompeo Colajanni, il “comandante Barbato” che liberò Torino, è “toccata” via Magliocco, strada nel centro di Palermo e intitolata al generale accusato di aver ordinato bombardamenti con armi chimiche in Etiopia. “Oggi (25 aprile, ndr) – scrive nella sua pagina Facebook Mari Albanese, componente dell’assemblea nazionale del Partito Democratico – abbiamo restituito dignità e memoria a Pompeo Colajanni, partigiano siciliano, dedicandogli simbolicamente una via della nostra città. Voglio ringraziare il Presidente dell’ottava Circoscrizione Marcello Longo per la sua grande sensibilità e per aver fatto realizzare la targa in tempi record e il PD Palermo che c’è e resiste. Perché Palermo non dimentichi chi ha lottato per la libertà e continui a farlo, ogni giorno, contro ogni fascismo”.
Tra le altre nuove intitolazioni temporanee: via Amba Alagi è diventata via Strage di Cutro, in memoria dei 180 migranti morti nel naufragio del 2023; via Dalmazio Birago, medaglia d’oro al valore militare per la guerra in Etiopia, è diventata via Placido Armando Follari, partigiano palermitano che contribuì alla liberazione di Bologna; infine, via Indro Montanelli, il noto giornalista accusato di aver comprato una ragazzina di 12 anni nel 1936, secondo l’usanza del “madamato” mentre combatteva in Etiopia, è stata ribattezzata via Vittime del patriarcato.
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