23.3 C
Palermo

Trent’anni fa i REM in concerto al Cibali, quando Catania era la “Seattle d’Italia”

DaLeggere

Era il 6 agosto del 1995, i REM suonavano al Cibali di Catania, era il periodo dell’Estate Catanese. Il gruppo americano di Athens, in Georgia, aveva scelto il capoluogo etneo come unica tappa italiana del Monster Tour. Era un periodo particolare per la band, il batterista Bill Berry era stato colpito da un ictus nel mese di marzo. Ad aprire il concerto furono i Radiohead, allora gruppo di supporto dei Rem. Sembra incredibile ma è così, all’epoca la band inglese muoveva i primi passi nel giro di “quelli che contano”: negli anni successivi sarebbero diventati dei mostri sacri. Faceva caldo quella sera al Cibali, il cantante Michael Stipe fece il suo ingresso sul palco, il primo brano fu What’s the frequency, Kenneth? (guarda il concerto QUI) tratto dall’ultimo album “Monster” che diede il nome al tour. Dopo qualche brano Stipe tolse prontamente la maglia verde acido a maniche lunghe esclamando “Doccecabbana eh?” (Dolce&Gabbana, ndr). Il pubblico rise sonoramente. Conoscendo il carattere schivo e introverso del vocalist, famoso per la sua distanza dagli stilemi del mainstream, la voce ipnotica e i testi criptici, nessuno ebbe dubbi che si trattasse di una battuta fine a se stessa.

Nessuna esitazione, la chitarra distorta che caratterizzava l’ultimo album dei REM riattaccò intonando le note di “Monster”. Due ore dopo il caldo era davvero intenso, pochi minuti di stanca per le migliaia di ragazzi, e non, presenti al concerto: perché non rinvigorirli? Ecco l’attacco di “Strange Currencies“, la ballad era il singolo estratto dall’album, tormentone dell’estate ’95. Ancora un profluvio di note, poi il deliquio tra la musica psichedelica del combo americano, qualche birra di troppo e il caldo estenuante. In tanti guadagnarono un quadrato di erba per riposare fissando il cappotto di stelle che il cielo aveva indossato per l’occasione. Ma i REM non erano andati a Catania per soccombere al caldo e vedere i loro fans sdraiati. Un attimo, una breve riunione sul palco, forse un cambio di scaletta improvvisato, poi l’estasi: attaccarono “Losing my religion” a tutto volume. Il manto erboso tirò un calcio in culo al ragazzo dai capelli arancioni che schizzò in piedi assieme ad altre migliaia di invasati di nuovo urlanti sotto il palco a braccia alzate. Da lì in poi l’apoteosi di un concerto perfetto e senza sbavature che sarebbe rimasto scolpito nella memoria di chi quella sera ebbe la fortuna di esserci.

Enzo Bianco, Chicco Virlinzi e i REM a Palazzo degli Elefanti

Scolpito anche nella memoria di chi, l’Estate Catanese la creò con la sua Giunta comunale: “I REM in concerto a Catania, l’unico in Italia, anche grazie all’impegno del compianto Checco Virlinzi”. A raccontarlo, è l’allora sindaco Enzo Bianco che negli anni successivi avrebbe guidato altre due volte l’Amministrazione comunale. “Indimenticabile! Grazie a lui abbiamo portato a Catania artisti di livello internazionale. Con il concerto dei REM si chiuse l’Estate Catanese, anche quell’anno diretta da Franco Battiato. Prima la visita e l’incontro piacevole e informale a Palazzo degli Elefanti. In quel periodo Catania fu definita la Seattle d’Italia. Era il momento in cui la cosiddetta ‘Primavera’ portata dal mio impegno e dall’impegno della mia Giunta, diede fiducia e speranza ad una città prostata dal malgoverno e dalla soffocante presenza mafiosa. Furono mesi, anni straordinari con la nascita dei caffè concerto e l’affermazione di tanti talenti musicali, come Carmen Consoli e gli Uzeda, solo per citarne alcuni, che sbocciarono proprio allora. Con notevoli ricadute positive sul turismo e sull’economia. E Catania – conclude Bianco –  in quel tempo, non era ‘grande’ solo per gli spettacoli e per la musica. Un grazie di cuore a Antonio Parrinello che con le sue foto mi fa, ci fa, rivivere ancor meglio quei bellissimi anni”.

 

 

 

DELLO STESSO AUTORE:

25 aprile 1974, moriva Pamela Courson: la musa rock che diventò immortale

Cinquant’anni fa a Parigi moriva Jim Morrison: da lì iniziava il mito del poeta rock

 

 

- Sponsorizzato -

Leggi anche:

SCRIVI UNA RISPOSTA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

- Sponsorizzato -

Ultimi articoli