“‘Il giorno che Ismaele La Vardera si sveglierà freddo, doppia colazione pane e zabaione’. Questo il messaggio ricevuto senza mezzi termini, diretto, chiaro. Ancora, di nuovo, per l’ennesima volta”. A denunciarlo è il deputato dell’Ars, Ismaele La Vardera che negli ultimi mesi è diventato bersaglio di ripetute minacce e intimidazioni, culminate in messaggi di morte e avvertimenti diretti alla sua famiglia. Le ragioni vanno ricercate nei suoi interventi più complessi: la lotta all’abusivismo e alla gestione di presunti affari poco chiari, legati a Palermo e alla spiaggia di Mondello.
La Vardera, giornalista ed ex Iena, ha denunciato e contribuito a far sequestrare diverse attività abusive, tra cui carrozze e servizi turistici non autorizzati a Palermo e nella zona di Mondello. Le sue azioni hanno toccato interessi economici radicati: un mondo sommerso fatto di operatori non in regola, spesso legati a reti informali o a figure che da anni controllano parte del turismo locale.
“Non è bello volta dover varcare le porte della questura per esporre l’ennesima denuncia, ormai – prosegue – non so più quante ne ho fatte sempre per altrettante minacce. Raccontarvelo è rimasto ormai l’unico sfogo possibile. Non avevo messo in conto tutto questo, in fondo sto facendo solo il mio dovere, non voglio solidarietà né tanto meno compassione, ma solo serenità. Non voglio essere un simbolo di niente. Ho scelto semplicemente di fare il mio dovere andando in fondo alle cose, dando seguito al mandato che mi avete affidato, nulla di più nulla di meno, oggi cerco e pretendo serenità”.
A metà ottobre, il deputato regionale e leader del movimento Controcorrente, ha presentato una richiesta formale alla Regione Siciliana per revocare la concessione demaniale rilasciata alla società Italo Belga, che attualmente gestisce circa l’80 % della spiaggia di Mondello. La denuncia di La Vardera riguarda presunte irregolarità nella gestione della concessione: tra queste, la presenza nell’organico della società di soggetti definiti “parenti di una nota famiglia mafiosa della zona di San Lorenzo, Genova” e la mancata osservanza del principio dell’”accesso libero al mare” da parte del pubblico.
La Regione, in un primo momento, ha risposto che al momento “non sussistono le condizioni oggettive per una revoca” della concessione, in assenza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria o prefettizia che attesti infiltrazioni mafiose o perdita dei requisiti. Successivamente, l’assessore al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, ha richiesto alla Prefettura un’informativa antimafia aggiornata sulla società Italo-Belga ribadendo che “alla data odierna non risultano nuovi provvedimenti o accertamenti che attestino la sussistenza di elementi oggettivi tali da legittimare un provvedimento di revoca o decadenza della concessione”.
L’inchiesta è emersa dopo un blitz sul lido di Mondello avvenuto il 21 luglio 2025, in cui La Vardera e il collega Matteo Hallissey denunciarono la sproporzione tra fatturato stimato della società (oltre 4 milioni di euro) e canone versato (circa 56.000 euro) per l’utilizzo di 36.000 mq di spiaggia. La vicenda ha acceso l’attenzione su temi centrali quali la legalità nella gestione del demanio marittimo, l’accesso dei cittadini alle spiagge, e il rapporto tra enti pubblici, concessionari e possibili infiltrazioni.
Questa, in ordine cronologico, è solo l’ultima delle battaglie di La Vardera che potrebbe essere esposto a minacce per diversi motivi legati alla sua attività di parlamentare siciliano. Tutto questo a discapito della mancanza di serenità che però “non mi porterà ad arrendermi. Voi mandate messaggi e io denuncio; voi pensate di intimorirmi, io rilancio colpo su colpo. Non è facile, lo so. Ma devo, dobbiamo andare avanti. I nemici aumentano giorno dopo giorno, tenteranno di silenziarci, di ‘mascariarci’ solo per il gusto di toglierci la parola e la credibilità, ma dobbiamo essere pronti forti e uniti”. Infine l’invito: “Vi aspetto venerdì alle 15,30 in piazza a Mondello insieme ad agende rosse di Salvatore Borsellino”.
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