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VIDEO | “Appalti truccati”, Romano: “Bolla di sapone surreale, risponderò colpo su colpo”

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Saverio Romano ha annunciato di aver ricevuto la notifica per comparire davanti al gip di Palermo al fine di rendere interrogatorio. L’esponente di Montecitorio di Noi Moderati, infatti, è coinvolto insieme ad altre 17 persone nell’inchiesta della procura di Palermo per presunti “appalti truccati”. Insieme a lui anche l’ex presidente della regione Siciliana Totò Cuffaro. Per tutti la procura ha chiesto l’arresto. Romano, che in un primo momento aveva dichiarato di aver saputo dell’indagine tramite la stampa, ha poi affidato il suo commento a un video pubblicato sulla sua pagina Facebook.


“Appalti truccati”, la Procura chiede l’arresto per Totò Cuffaro e Saverio Romano


Come lo stesso deputato fa sapere, gli viene contestato di aver accettato una promessa di assunzioni, contratti, subappalti e altri vantaggi patrimoniali da parte di un’azienda partecipante a una gara dell’ASP di Siracusa. Spiega che la vicenda nasce da quella gara, ancora sub iudice per un contenzioso amministrativo tra l’impresa uscente e quella che avrebbe dovuto subentrare, e che l’ASP non ha ancora assegnato l’appalto. Secondo l’accusa, nel corso del tempo sarebbero state fatte promesse anche a suo favore.

Nel corso del video, Romano sottolinea che nella vicenda sono coinvolte altre persone, alcune delle quali conosce — come l’amministratore dell’ASP di Caltanissetta, Caltagirone — che definisce “una persona perbene” e priva di qualsiasi possibilità di influenzare la gara.
Romano, inoltrem ribadisce di non aver mai ricevuto o chiesto alcuna promessa di vantaggi, né di essersi mai occupato della gara in questione. Afferma di conoscere alcuni dei citati, ma anche di non aver mai sentito nominare altri. L’indagine riguarda più aspetti ma la sola contestazione che lo toccherebbe riguarda “questa vicenda di mezza paginetta”, e che non esiste alcuna intercettazione o documento che lo coinvolga direttamente in richieste o pressioni.

Si dice pronto a rispondere al gip con trasparenza, denunciando però il “processo mediatico” e la fuga di notizie avvenuta prima ancora della notifica ufficiale. Definisce l’intera accusa una “bolla di sapone” e ritiene sproporzionata la richiesta di arresti domiciliari nei confronti di un parlamentare per un fatto così limitato. Romano si è detto sereno, certo di poter chiarire tutto e convinto che il giudice saprà valutare correttamente la situazione, definendo l’intera vicenda “enorme e surreale”, ma promettendo di rispondere “colpo su colpo”.

 

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