“Non esiste alcun patto corruttivo. Il dottor Colletti ha risposto in modo puntuale a tutte le domande e ha fornito ogni chiarimento necessario sulla sua posizione”. Così l’avvocato Giuseppe Di Stefano, difensore di Roberto Colletti, dirigente del settore sanitario finito nell’inchiesta della Procura di Palermo, che ha richiesto per lui gli arresti domiciliari. Nel procedimento è coinvolto anche l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro. L’interrogatorio di garanzia davanti al GIP è durato circa un’ora e mezza. Al termine, il legale ha dichiarato: “Il mio assistito ha spiegato in modo dettagliato il proprio ruolo e ribadiamo la totale estraneità ai fatti contestati. Abbiamo illustrato al giudice come si sono realmente svolti gli eventi. Il dottor Colletti ha sempre agito con trasparenza e correttezza all’interno dell’azienda ospedaliera, senza mai commettere alcun illecito”.
Riguardo ai rapporti con Cuffaro, l’avvocato Di Stefano ha precisato: “I due si conoscono da oltre cinquant’anni, avendo frequentato lo stesso collegio. Si tratta di una conoscenza di lunga data, ma non di un rapporto di amicizia”. Sulle presunte segnalazioni emerse dalle intercettazioni relative al concorso per operatori socio-sanitari (OSS) all’ospedale Villa Sofia, il legale ha chiarito: “È un aspetto specifico del procedimento. Basta consultare la graduatoria finale per constatare che, dei sette nomi citati, solo tre hanno superato la selezione. Dunque, non vi è alcun riscontro concreto a un presunto favoritismo o interferenza”. Alle 12 è fissato l’interrogatorio di Saverio Romano, deputato di Noi Moderati ed ex ministro delle Politiche agricole.
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