VIDEO IN BASSO
L’esito era scontato, l’Ars ha respinto la mozione di sfiducia contro il governatore Renato Schifani. Dopo un confronto fiume durato quasi cinque ore, il verdetto dell’Aula è arrivato con 41 voti contrari e 26 favorevoli, certificando la compattezza della maggioranza e l’isolamento dell’iniziativa promossa da Pd, M5S e Controcorrente. Il momento più intenso della seduta è coinciso con la lunga replica del presidente, che ha accusato le opposizioni di aver alimentato un clima “avvelenato”, criticando toni e modalità del confronto politico. Schifani ha rivendicato i risultati ottenuti sul fronte economico, gli interventi sul precariato e la scelta dei termovalorizzatori come architrave della strategia energetica regionale. Per tre quarti d’ora ha controbattuto alle contestazioni avanzate dai gruppi proponenti.
Sul tema delle inchieste che hanno investito Dc, Fratelli d’Italia e Lega, e che secondo l’opposizione delineerebbero una “zona grigia” attorno alla maggioranza, Schifani ha ribadito la sua assoluta lontananza priva di alcuna ambiguità nei confronti di quell’area. Affrontando il nodo più delicato, il governatore ha annunciato che la Giunta sta per approvare una nuova procedura per la scelta dei manager della sanità, presentata come un segnale di discontinuità rispetto alle critiche sull’influenza di Cuffaro. Ha inoltre ricordato la revoca degli assessori della Dc, provvedimento che — ha sottolineato — mirava a impedire l’uso improprio del partito emerso dagli atti dell’inchiesta.
Pur dichiarandosi garantista, ha difeso l’integrità degli assessori Andrea Messina e Nuccia Albano e ha invitato ad attendere l’esito dei processi prima di giudicare Cuffaro. Al tempo stesso, ha negato qualsiasi responsabilità dell’esecutivo qualora le accuse dovessero essere confermate: “Se c’è corruzione — ha detto — riguarda un rapporto tra corruttore e corrotto, non il governo”. Nella parte finale del suo intervento, Schifani ha accusato le opposizioni di non avere una proposta politica alternativa. “Anche con le mie dimissioni — ha affermato — non presentereste un progetto diverso. Vi opponete a tutto: ai termovalorizzatori, al Ponte, allo sviluppo. Noi andiamo avanti”.




