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Omicidio – suicidio di Corleone, domani i funerali: annullata processione dell’Immacolata

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Saranno celebrati domani, martedì 9 dicembre alle 15,30 nella chiesa madre di San Martino a Corleone, i funerali di Lucia Pecoraro, 78 anni, e della figlia Giuseppina Milone, 47 anni, trovate morte sabato scorso nella loro abitazione. Secondo i carabinieri, Pecoraro avrebbe strangolato la figlia disabile per poi togliersi la vita. In segno di lutto, oggi non si terrà la tradizionale processione con il simulacro della Madonna Immacolata, co-patrona di Corleone. La comunità parrocchiale si prepara inoltre alla veglia di domani sera, alle 21, nella chiesa di Santa Maria di Gesù, presieduta dall’arcivescovo di Monreale, Gualtiero Isacchi.


Tragedia a Corleone: madre strangola la figlia uccidendola, poi si toglie la vita


La lettera di scuse.Scusatemi, ma non ce la faccio più. Chiedo perdono a tutti”. È la frase con cui Lucia Pecoraro, 78 anni, ha aperto la lettera lasciata prima di strangolare la figlia. Da tempo Lucia portava sulle spalle il peso dell’assistenza quotidiana alla figlia, un impegno che era diventato ancora più gravoso dopo la morte del marito Salvatore, ex infermiere dell’ospedale dei Bianchi, figura molto amata in paese. Nonostante l’aiuto di una cugina e dei volontari, la donna era sempre più affaticata e isolata. Pochi giorni fa madre e figlia erano rientrate da un viaggio a Pompei con un gruppo religioso: al ritorno Giuseppina appariva insolitamente stanca, con difficoltà a camminare e ad alzarsi in piedi.

Nessuno, però, avrebbe potuto immaginare che dietro quell’apparente peggioramento potesse nascondersi un epilogo così drammatico, pianificato nei dettagli come rivela la lettera lasciata in casa. Giuseppina avrebbe dovuto sottoporsi a una radiografia alla colonna vertebrale per capire l’origine dei nuovi malesseri, ma la madre, probabilmente sopraffatta dalla sensazione di non avere più le forze per accudirla, ha ceduto alla disperazione dopo una vita spesa interamente al suo fianco.

“Siamo profondamente scossi”, dice il sindaco di Corleone, Walter Rà. “La famiglia Milone era conosciuta per la loro bontà d’animo. Questa vicenda mostra quanto la solitudine e il peso della non autosufficienza possano trasformarsi in un dolore silenzioso, capace di esplodere in modo così terribile”.

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