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Palermo, inchiesta appalti e sanità: la Procura fa ricorso al Riesame

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La Procura rilancia dopo il primo stop giudiziario. In seguito al mancato accoglimento della maggior parte delle misure cautelari richieste nell’inchiesta sulla corruzione in Sicilia e sul cosiddetto “sistema Cuffaro”, i magistrati hanno deciso di contestare formalmente l’ordinanza firmata dal gip Carmen Salustro. Il pool investigativo, coordinato dal procuratore Maurizio de Lucia, ha presentato un appello al Tribunale del Riesame chiedendo una nuova valutazione della decisione, ritenuta dall’accusa eccessivamente riduttiva rispetto agli elementi raccolti dal Ros dei carabinieri nel corso delle indagini.

In origine le richieste di misure cautelari erano diciassette, ma il giudice ne ha accolte solo cinque. Sono finiti agli arresti domiciliari Totò Cuffaro, già presidente della Regione e segretario nazionale dimissionario della Dc, Roberto Colletti, ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello, e Antonio Iacono, primario del Trauma Center dello stesso ospedale nonché presidente della commissione di un concorso per l’assunzione di 15 operatori socio-sanitari che, secondo l’accusa, sarebbe stato irregolarmente pilotato. Per Vito Raso, ex autista e collaboratore di fiducia di Cuffaro, il gip ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La stessa misura è stata applicata a Mauro Marchese e Marco Dammone, dirigenti della società Dussmann, ai quali è stato inoltre imposto per un anno il divieto di svolgere attività imprenditoriali e di ricoprire ruoli direttivi in enti e società, in relazione a una presunta turbativa d’asta avvenuta a Siracusa. Per gli altri indagati, invece, le richieste cautelari sono state respinte. Su questi dinieghi la Procura ha deciso di insistere, impugnando la decisione del gip davanti al Riesame. Restano tuttavia escluse dall’appello due posizioni: quella del deputato di Noi Moderati Saverio Romano, per il quale è stata esclusa la presenza di gravi indizi di colpevolezza, e quella di Vito Fazzino, per cui la stessa Procura aveva ritirato la richiesta di arresto dopo gli interrogatori preventivi.

 

 

 


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