8.4 C
Palermo

Ars, ok alle “super Zes”: manovra ridotta al minimo e tutti a casa

DaLeggere

La maggioranza che aveva varato la manovra quater, sacrificando pezzi importanti dell’impianto di governo, si ripresenta identica all’appuntamento con la Finanziaria. L’esame va avanti fino a notte inoltrata. Passano solo le misure su cui l’accordo era già blindato. Dal sostegno alle imprese che favoriscono il South working per i giovani lontani dalla Sicilia alle super Zes, aree a burocrazia semplificata per attrarre investimenti. Via libera anche all’esenzione dal bollo auto per enti di protezione civile e associazioni del terzo settore, agli incentivi alle assunzioni, al bonus edilizio regionale per le ristrutturazioni e all’avvio della stabilizzazione dei trattoristi Esa, salutata con consenso trasversale dalla Lega al Pd.

Arriva anche un fondo per progetti del terzo settore contro la dipendenza da smartphone e iperconnettività, misura voluta dal Movimento 5 Stelle. Ok inoltre alla norma sulla riqualificazione dei beni confiscati alla mafia: oltre ai Comuni, potranno accedere ai fondi anche i consorzi per la legalità e lo sviluppo assegnatari dei beni. Ma la seduta è segnata anche da stop clamorosi. Due norme targate Fratelli d’Italia, che controlla l’assessorato al Territorio con Giusi Savarino, vengono bocciate con il voto segreto: saltano i finanziamenti per i viali parafuoco nei boschi e la norma sui parchi archeologici. Con 43 e 42 voti contrari, numeri che non possono essere spiegati dai soli 21 deputati dell’opposizione presenti in aula. I franchi tiratori tornano protagonisti.

L’unica via d’uscita diventa lo stralcio delle norme più divisive, oltre 60 articoli. Restano così appesi i contributi ai consorzi universitari, l’aumento delle indennità ai presidenti delle province, le misure a sostegno dell’agricoltura care alla Lega di Luca Sammartino, gli interventi sui danni da fauna selvatica e una norma proposta dai cuffariani in favore delle comunità che si occupano di spettro autistico, limitata a tre province. La partita si sposta fuori dall’aula, tra rinvii e trattative fino a sera. Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, assume la regia e tenta di disinnescare la mina con lo stralcio preventivo. In caso contrario, avverte, le norme rischiano di essere affossate una a una dal voto segreto.

In aula si procede solo con gli articoli “non ordinamentali” e “non microsettoriali”. Tutto il resto potrebbe slittare a febbraio, dopo il probabile rimpasto di Giunta di cui si parla nei corridoi. Nel caos di Sala d’Ercole, il governatore si scusa e vola a Roma per il tradizionale scambio di auguri con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Rientrerà  in mattinata, giusto in tempo per il brindisi con i suoi all’Astoria Palace. Intanto prende forma un asse trasversale che tiene insieme Pd, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e autonomisti di Raffaele Lombardo.

Il segnale dell’accelerazione finale arriva nel tardo pomeriggio di ieri, quando ai dipendenti dei gruppi parlamentari vengono comunicate le ferie a partire da lunedì. Finanziaria ridotta al minimo e tutti a casa: i nodi veri verranno dopo le feste, con il riassetto della giunta e la verifica politica sull’intergruppo di Cateno De Luca, protagonista instancabile del dibattito in aula, che guarda a un possibile accordo con i cuffariani per entrare in maggioranza.

- Sponsorizzato -

Leggi anche:

SCRIVI UNA RISPOSTA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Sponsorizzato -

Ultimi articoli