È stata sciolta la prognosi di Valentina Peonio, la donna di 33 anni rimasta ferita da un colpo di fucile esploso in piazza Nascè, a Palermo, nella notte tra il 20 e il 21 dicembre. Le sue condizioni sono in miglioramento e nelle ultime ore è stata trasferita nel reparto di chirurgia plastica, dove i medici stanno procedendo alla rimozione dei pallini. Alcuni di essi, tuttavia, non possono ancora essere estratti. Proseguono intanto le indagini della Squadra mobile su Giuseppe Calì, 21 anni, arrestato con l’accusa di detenzione di arma clandestina e di essere l’autore dello sparo che ha colpito la donna.
Palermo, fucilata a una donna in piazza Nasce: arrestato un giovane
Non ha convinto gli investigatori né il gip Rosario Di Gioia la versione fornita dal giovane, secondo cui il fucile da caccia risalente all’Ottocento sarebbe stato trovato all’interno di un cassonetto. Il giudice sottolinea come Calì abbia ammesso le proprie responsabilità e indicato il luogo in cui si trovava l’arma solo dopo che gli agenti si erano recati nella sua abitazione invitandolo a consegnare eventuali oggetti detenuti illegalmente. Inoltre, il fucile sarebbe stato inizialmente rivendicato dallo stesso indagato.
Un ulteriore elemento di perplessità riguarda le modalità di occultamento dell’arma. Il fucile è stato infatti rinvenuto smontato in due parti, una circostanza che, secondo il gip, “mal si concilia con la dichiarata inesperienza dell’indagato in materia di armi” e che lascia ipotizzare un possibile aiuto esterno nella dissimulazione.
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