Panico nel pomeriggio al Policlinico di Palermo, dove un incendio di vaste proporzioni ha interessato il reparto di Ortopedia, situato al terzo piano del padiglione 14 in via del Vespro. La segnalazione è partita intorno alle 17.40, quando un’intensa nube di fumo ha cominciato a propagarsi rapidamente negli ambienti del reparto, proprio mentre erano in corso le attività ambulatoriali. Erano presenti numerosi pazienti, molti dei quali con limitazioni motorie, oltre a medici, infermieri e operatori sanitari. La diffusione del fumo e il forte odore di bruciato ha generato allarme e concitazione. In attesa dei soccorsi, è stato necessario procedere con un’evacuazione d’emergenza: il personale sanitario ha accompagnato all’esterno i degenti, affrontando notevoli difficoltà per via della presenza di persone costrette su sedie a rotelle o supportate da stampelle.
Le fasi iniziali sono state caratterizzate da grida, disorientamento e momenti di caos, mentre si tentava di comprendere l’origine dell’emergenza. Dalle prime ricostruzioni, il focolaio si sarebbe sviluppato all’interno di un locale di servizio, con ogni probabilità a partire da un contenitore per rifiuti situato nella stanza riservata agli infermieri, nello stesso piano della degenza ortopedica. L’intervento dei vigili del fuoco, accorsi con tre squadre e diverse autobotti, ha permesso di circoscrivere rapidamente le fiamme. I pompieri hanno quindi spento l’incendio, effettuato le verifiche strutturali necessarie e avviato le operazioni di messa in sicurezza e bonifica degli spazi interessati. Fortunatamente non risultano persone ferite o intossicate.
A scopo precauzionale, la direzione sanitaria ha disposto lo sgombero completo del reparto, che al momento dell’intervento era ancora fortemente impregnato di fumo. Contestualmente sono stati avviati gli accertamenti per definire con precisione la dinamica dell’episodio e stabilire le cause che hanno innescato il rogo. Nelle scorse settimane, il reparto di Ortopedia era stato al centro di accese polemiche che avevano suscitato la dura reazione del governatore Renato Schifani, dopo che l’ascensore era rimasto inutilizzabile per circa tre settimane, obbligando i pazienti con difficoltà di deambulazione a percorrere le scale. Un disservizio risolto soltanto da pochi giorni.




