La riforma della giustizia “non è una vera riforma”, perché “non migliora l’efficienza per gli italiani, non accelera i processi e non stabilizza i 12 mila precari che stanno lavorando proprio per ridurne i tempi”. Lo ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando a Palermo a margine di un’iniziativa a sostegno del No al referendum sulla riforma della giustizia del 22-23 marzo. “Difendere l’indipendenza dei magistrati significa difendere tutti i cittadini, soprattutto quelli che non hanno poteri o risorse economiche per far valere le proprie ragioni”, ha detto Schlein.
Secondo la leader dem, la riforma “serve a chi è al governo e si ritiene al di sopra della legge e della Costituzione. Serve a un esecutivo che vuole indebolire e controllare la magistratura”. Un intento che, a suo avviso, emergerebbe anche “dalle continue dichiarazioni di esponenti del governo, a partire dalla presidente del Consiglio, che attaccano i magistrati scaricando su di loro e sulle opposizioni le responsabilità dei propri fallimenti”. Schlein ha ribadito che il Pd non sostiene il No perché ritenga la giustizia “perfetta”, ma perché “non si risolvono i problemi mettendo i magistrati sotto il controllo del governo”. La riforma, ha aggiunto, “è una riforma di potere, il cui unico effetto è spaccare il Csm: un Csm elettivo è autorevole, non due Csm sorteggiati”.
“Questa riforma riflette l’idea che chi prende un voto in più alle elezioni non debba essere controllato dalla magistratura. Ma è sbagliato: significa sostenere che la legge non è uguale per tutti”. E ha concluso: “Non vogliamo in Italia né il modello Orban né il modello Trump. Siamo affezionati alla nostra Costituzione antifascista e abbiamo il dovere di spiegare alle nuove generazioni perché queste riforme possono incidere sulla vita di tutti”.
Ciclone Harry. “I fondi non bastano, servono più risorse e prevenzione”. Nel corso della visita in Sicilia, Schlein ha affrontato anche il tema dei ristori per i territori colpiti dal ciclone Harry. “Non si sta facendo abbastanza”, ha dichiarato. “I 100 milioni stanziati per Sicilia, Sardegna e Calabria non sono sufficienti. A fronte di 2,5 miliardi di danni stimati, cento milioni non bastano. Bisogna trovare altre risorse”. Il Pd propone di destinare ai territori colpiti il miliardo previsto per il 2026 per il Ponte sullo Stretto di Messina, risorse che – sostiene Schlein – il governo non potrà utilizzare dopo lo stop della Corte dei Conti.
“Chiediamo che quel miliardo venga messo subito a disposizione per gli interventi di somma urgenza e per la messa in sicurezza. E in prospettiva serve un piano strutturale di prevenzione del dissesto idrogeologico: siamo un territorio fragile, non possiamo continuare a spendere quattro volte di più dopo le emergenze rispetto a quanto investiamo in prevenzione”. La segretaria del Pd ha visitato Mazara del Vallo, in località Tonnarella, dopo essere stata nei giorni scorsi a Niscemi e Riposto. “Il ciclone ha colpito duramente la costa ionica, ma anche la Sicilia occidentale ha subito danni ingenti”, ha spiegato.
“Abbiamo incontrato i balneari che, con onde alte fino a otto metri, hanno perso in poche ore i sacrifici di una vita: trenta metri di spiaggia sono stati erosi, passerelle distrutte, cabine inghiottite, perfino il cemento spezzato”. Secondo Schlein, servono risposte rapide: “Questi territori vivono soprattutto della stagione estiva. Occorre intervenire subito per evitare che perdano anche l’estate, altrimenti il danno sarebbe doppio”. Un pensiero è andato anche “a chi ha perso la casa a Niscemi e ha bisogno di una prospettiva chiara”. Schlein ha criticato la bocciatura di un emendamento del Pd che proponeva la sospensione di tributi e tasse per famiglie e imprese delle aree colpite: “Non si può chiedere di pagare tutto mentre non arrivano risposte certe sui ristori”.



