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Omicidio Florio, tre fermati: il video del cadavere nel bagagliaio

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Tre persone sono state fermate nell’ambito delle indagini sull’uccisione di Giuseppe Florio, il 66enne trovato senza vita nelle campagne di Mitogio, nel territorio di Castiglione di Sicilia. Il provvedimento è arrivato a meno di due giorni dal ritrovamento del corpo. I carabinieri della compagnia di Taormina, insieme al comando provinciale di Catania, hanno eseguito i fermi nei confronti di una donna di 50 anni, del suo compagno di 39 anni con precedenti, e di un’altra donna di 53 anni che si trovava ospite nella loro abitazione. Per i primi due l’accusa è di omicidio e occultamento di cadavere, mentre la terza è indagata per la sola soppressione del corpo.

Il cadavere dell’uomo, residente a Giardini Naxos, era stato rinvenuto da un passante lungo una strada di campagna, avvolto in un lenzuolo e nascosto all’interno di sacchi di plastica. Fin da subito gli investigatori avevano ipotizzato che l’omicidio fosse stato commesso in un luogo diverso rispetto a quello del ritrovamento. Gli sviluppi investigativi hanno condotto rapidamente a Taormina. In contrada Santa Venera è stata individuata e sequestrata l’auto della vittima, una utilitaria risultata completamente incendiata, elemento che ha contribuito a restringere il cerchio sulle sue conoscenze.

Le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate su un appartamento situato nel quartiere di edilizia popolare di Trappitello, frequentato abitualmente da Florio. Secondo la ricostruzione, sarebbe proprio lì che si sarebbe consumata l’aggressione. All’interno dell’abitazione sono state rilevate tracce compatibili con un episodio di violenza. Prima dell’esecuzione dei fermi, i militari avevano già ascoltato a lungo due donne e un uomo, tutti legati alla vittima e residenti nella stessa zona. Gli investigatori stanno ancora definendo il quadro complessivo e non escludono che all’origine ci possa essere stato un episodio degenerato, maturato in un contesto di rapporti personali.

Dagli accertamenti è emerso inoltre che l’uomo, pur vivendo a Chianchitta, avrebbe avuto la disponibilità di un altro alloggio proprio nell’area di Trappitello, circostanza che rafforza il collegamento con il luogo in cui si ipotizza sia avvenuto il delitto. Determinanti per arrivare ai provvedimenti sono stati l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, i rilievi tecnico-scientifici e le testimonianze raccolte subito dopo il ritrovamento del corpo. I fermi dovranno ora essere valutati dal giudice per le indagini preliminari di Messina per l’eventuale convalida.

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