“La Sicilia è sempre stata antesignana delle tendenze di voto. Lo è anche stavolta, rispetto anche al trend nazionale”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, in una prima analisi del voto in 71 comuni della Sicilia. “Infatti, qui il centrodestra affonda, dilaniato e diviso, mentre la coalizione progressista attecchisce e si fortifica nei territori. Il Pd – che è resta il Partito di riferimento nel centrosinistra – cresce e si rafforza aumentando il dato di lista e il numero delle presenze nei consigli comunali. Civiche escluse, il Pd è il partito più votato a Marsala, Termini Imerese, Floridia e Lentini”.
Amministrative in Sicilia, passo falso del Centrodestra: avanza il campo largo
“E torniamo ad esprimere consiglieri comunali a Marsala, dove 5 anni fa la lista non superò lo sbarramento Milazzo e ad Agrigento. Nella città dei templi il PD era assente in consiglio comunale da 15 anni. A Messina la scorsa volta alla fine dello spoglio vennero eletti 2 consiglieri, mentre adesso in base ai nostri dati, passiamo a 3”.
Alcuni dati: nei comuni più popolosi dove si votava con il proporzionale lo schieramento di opposizione al governo regionale passa da 3 comuni (Carini, Termini e Floridia) a 5 (Marsala, Termini, Floridia, Lentini, Enna). Più in generale, il centrodestra di governo amministrava 10 comuni (Marsala, Villabate, Misilmeri, Barcellona, Milazzo, Agrigento, Augusta, Bronte, Ribera, Ispica) e oggi ne governa 4 (Ribera, Carini, Milazzo, augusta). Tre i comuni (su 71 al voto) al ballottaggio e tutti a guida centrodestra: Agrigento, Ispica e Bronte dove la partita è tutta da giocare al secondo turno.
“Una menzione per la mia Pedara – aggiunge Barbagallo – comune di 15.000 abitanti dove viene riconfermato il sindaco Alfio Cristaudo, con oltre il 72% delle preferenze.
Si impongono inoltre nostri sindaci uscenti a Polizzi e Mirto e vinciamo anche a Malfa, Sutera, Raccuglia e Caltavuturo”.




