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Focolaio Covid a Villa Sofia, 11 positivi tra pazienti e sanitari: la testimonianza

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Focolaio all’ospedale Villa Sofia di Palermo dove sono stati scoperti 11 positivi al Coronavirus tra pazienti e sanitari. Il punto di emergenza che accoglie i soccorsi no-Covid è rimasto chiuso per consentire il trasferimento dei pazienti nei reparti dedicati ed eseguire la sanificazione.

© CRONACA DI SICILIA

Le ambulanze sono state dirottate in altri ospedali come Policlinico, Buccheri La Ferla, Civico e Ingrassia. Al momento anche al Cervello i posti letto per i pazienti Covid sono quasi tutti esauriti.

Anche se non strettamente legato al focolaio Covid, nei giorni scorsi era stato Carmelo Pullara, vicepresidente della Commissione Salute, Servizi Sociali e Sanitari all’Ars, a preannunciare “un’audizione urgentissima di tutta la Direzione Aziendale del nosocomio palermitano, dell’Assessore per la Salute e del Dirigente Generale dell’Assessorato affinché chiariscano le ragioni di quanto sta accadendo, per capire se tale disfunzione proviene da una non consona gestione aziendale, ovvero di sistema”.

Carmelo Pullara
Il deputato dell’Ars, Carmelo Pullara

Il riferimento è a un video pubblicato da un utente Facebook, diventato virale, in cui vengono denunciati i disservizi all’interno di Villa Sofia, documentati il 2 gennaio. L’Azienda ospedaliera ha diffidato chiunque dal diffondere le riprese, sostenendo si trattasse di una testimonianza decontestualizzata e priva di riferimenti legati alla situazione concreta del giorno in questione.

Testimonianze dirette, certificate e in possesso di Cronaca di Sicilia, però, possono confermare che anche il 3 gennaio, ovvero il giorno successivo, si sono verificati fatti che concordano con le immagini contenute nel video di cui l’Azienda ha “vietato” la diffusione. Un lettore che ha chiesto di non vedere pubblicato il proprio nome, ci ha fornito le prove della sua testimonianza e, tra le altre cose, il documento di registrazione al pronto soccorso di Villa Sofia il 3 gennaio scorso.

Villa SofiaDomenica – racconta – sono stato trasportato in autoambulanza al pronto soccorso di Villa Sofia. Lasciando stare tutti i disservizi a cui ho assistito, che non hanno toccato soltanto me, ciò che mi ha colpito di più è stata l’assenza di separazione tra una non bene identificata area Covid e i pazienti in barella nei corridoi”.

“Non appena entrato nella sala del pronto soccorso – continua – a sinistra, da una porta con un cartello con la scritta ‘Area grigia Covid’, ho subito assistito al viavai dei pochi operatori sanitari incontrati durante la mia degenza, durata dalle 11,41 alle 17,30 senza che nessuno mi curasse”.

“Il personale, una volta uscito dalla ‘stanza Covid’ in questione, bardato con le tute e le protezioni che potevano essere quindi contaminate, transitavano con noncuranza accanto agli utenti in attesa di cure mediche. Non mi stupisce che si sia sviluppato un focolaio“.

villa sofia
© CRONACA DI SICILIA

Infine – conclude il lettore di Cronaca di Sicilia nella sala d’attesa c’erano costanti assembramenti di parenti e amici dei ricoverati. Ho rilevato altre carenze quel giorno ma non strettamente legate al Coronavirus. Sono andato via perché dopo la lunga attesa, non sono riuscito ad ottenere cure ma prima di farlo ho dovuto lottare per fare in modo che qualcuno si degnasse di togliermi il catetere venoso che mi era stato messo al mio ingresso in ospedale”.

“Per fortuna, durante la notte la mia situazione non si è aggravata ma il giorno successivo mi sono recato in un altro ospedale dove mi hanno fatto la Tac. La mia permanenza a Villa Sofia è stata agghiacciante“.

 

Leggi il post di Carmelo Pullara su Facebook:

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