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VIDEO | Palermo, “furbetti del cartellino e furti di carburante alla Rap”: oltre 100 dipendenti indagati

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Assenteismo alla Rap, l’azienda di igiene ambientale di Palermo. Sono 18 le misure cautelari eseguite dai carabinieri di Palermo con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. In 18 sono accusati di a vario titolo di truffa aggravata, false attestazioni o certificazioni e appropriazione indebita. L’indagine, svolta dal Nucleo operativo della Compagnia di Palermo Piazza Verdi e che vede oltre 100 indagati, è stata condotta da maggio a luglio 2021. Sarebbero 1.385 gli episodi di assenteismo accertati dagli investigatori. Oltre un centinaio gli indagati. Un danno economico di quasi 40.000 euro per un ammontare di 2.800 ore di assenza.

È quello stimato dagli uomini del’Arma che hanno indagato nell’ambito dell’inchiesta contro i furbetti del cartellino alla Rap. L’indagine è stata effettuata attraverso attività tecniche e con servizi di osservazione e pedinamento, l’ascolto di persone informate sui fatti e acquisizioni documentali. Sarebbe stata accertata l’esistenza di “un collaudato sistema nell’ambito della società integralmente partecipata pubblica, con molteplici condotte di assenteismo poste in essere in forma concorsuale tra i diversi dipendenti attraverso la reciproca condivisione dei tesserini marcatempo”. Non solo assenteismo alla Rap. Sarebbe emerso pure che due impiegati nell’area logistica–officina della sede aziendale, approfittando della diretta disponibilità dei veicoli in riparazione e delle relative chiavi, avrebbero effettuato “illeciti prelievi di carburante”.

Con il provvedimento odierno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziario è scattato per I diciotto che hanno l’obbligo di presentazione in caserma sono: Domenico Biondo, Rosario Camilleri, Andrea Cardinale, Luigi Contorno, Michele D’Amico, Carmelo D’Attila, Salvatore De Luca, Francesco Paolo Morana, Rosario Fazzino, Calogero Gambino, Marco Gulotta, Giuseppe Martorana, Onofrio Messina, Antonina Oliveri, Fiorenza Raparino, Fabio Vultaggio, Michele Gaeta e Silvestro Calivà. Agli ultimi due viene contestato di essersi “appropriati indebitamente” di benzina dell’azienda.

 

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