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VIDEO | Casa di riposo sequestrata a Palermo, l’indagine dopo la morte di un’anziana

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“Sfruttamento” dei lavoratori e abbandono di anziani non autosufficienti: sono alcune delle accuse con cui la guardia di finanza di Palermo ha eseguito due misure interdittive nei confronti dei gestori della casa di riposo Villa Valenti. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale nei confronti dei due indagati su cui adesso grava il “divieto di esercitare attività d’impresa e di rivestire uffici direttivi delle persone giuridiche”. Le indagini hanno preso il via su segnalazione del figlio di un’ospite defunta. L’uomo avrebbe raccontato che la madre aveva fatto il suo ingresso a Villa Valenti a giugno 2021 e che era morta l’anno successivo in seguito a un ricovero, presso l’ospedale Villa Sofia.

Sempre secondo il figlio, sarebbe stata portata con ritardo in ospedale, il 24 gennaio del 2022, morendo 4 giorni dopo. Il primario del pronto soccorso avrebbe accertato e dichiarato che le condizioni fossero gravi. Le Fiamme gialle, inoltre, ipotizzano “condotte di sfruttamento dei lavoratori che sarebbero state perpetrate dai titolari della citata struttura residenziale”. Ma non solo, anche “condizioni di abbandono degli anziani, persone incapaci di provvedere autonomamente a sé stessi”.

Secondo le ricostruzioni, gli indagati “approfittando dello stato di bisogno di 3 dipendenti, non regolarmente assunti, risultati privi di qualifiche per svolgere le mansioni demandategli, a fronte di estenuanti turni giornalieri e senza alcun rispetto della normativa in materia di ferie, permessi e riposi settimanali, avrebbero erogato agli stessi compensi di gran lunga inferiori rispetto ai parametri indicati nei contratti collettivi nazionali (circa 2,40 euro l’ora in luogo di 8,41 euro previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro nel settore socio-assistenziale)”.

Attraverso intercettazioni audio e sulla base di accurate ricostruzioni, gli investigatori affermando di poter provare che i gestori avrebbero ottenuto indebiti risparmi in termini di versamento di contributi ed oneri previdenziali. La comunità alloggio è stata sottoposta a commissariamento giudiziale dal Tribunale di Palermo che ha nominato un amministratore con il compito di garantire la prosecuzione delle attività assistenziali.

 

 

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