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Caso Report, l’assessore Albano: “Mio padre un boss, lo amavo ma vivo per la legalità”

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La mia vita vissuta all’insegna della legalità e della giustizia”. Sono le parole dell’assessore regionale alla Famiglia, Nuccia Albano, dopo le domande dell’inviata di Report che le ha chiesto dei suoi legami familiari con il padre Domenico, conosciuto come capomafia di Borgetto, nel Palermitano. ora, l’esponente del governo Schifani, affida a un lungo post su Facebook alcune precisazioni e, in parte, uno sfogo. “Stamattina, mentre stavo partecipando, in qualità di assessore alla Famiglia, alla Commissione antimafia convocata presso la scuola Sperone-Pertini a Palermo, sono stata ‘violentata’ da una giornalista di Report che mi ha sottoposto ad una raffica di domande su mio padre”.

L’assessore Albano, rispondendo alle domande, ha affermato di essere appena una bambina quando il padre è morto, di non avere avuto alcuna influenza da lui e di avere scelto la sua professione anche in virtù della legalità. Nuccia Albano è medico legale, è stata la prima donna in Sicilia a svolgere questa professione, ha eseguito numerose autopsie sui cadaveri delle vittime durante la guerra di mafia. Da novembre 2022, in quota Democrazia cristiana, fa parte della Giunta del governo della Regione Siciliana  guidata dal presidente Renato Schifani.


Regione, governo Schifani sotto i fari di Report: “Assessore Albano figlia del boss”


Riferendosi quindi al padre, Albano scrive che “è morto 60 anni fa, quando io ne avevo 10. Ho saputo, solo quando sono diventata grande, che aveva avuto problemi con la giustizia e che era stato in carcere. Ho di lui il ricordo di una bambina innamorata del proprio papà e da lui adorata. Sono stata a studiare in collegio dalle suore dall’età di 9 anni e lì ho saputo della morte di mio padre, avvenuta in ospedale, poi, da grande, sono venuta a conoscenza che era stato in detenzione. Sono cresciuta senza la figura paterna e con una madre che mi ha inculcato il desiderio della giustizia e l’amore per la legalità”.

Tutta la mia vita – prosegue Albano sulla propria pagina Facebook –  è testimoniata da questa educazione alla legalità e rispetto della giustizia. L’essere madre e nonna e la mia vita professionale parlano del mio ostinato senso del dovere e della legalità. Mi addolora moltissimo e mi fa sanguinare il cuore che si sia voluto ricordare questa storia. Ma ciò non può cancellare l’amore di figlia per il padre”.

 

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