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Fake news sulla salute di Schifani, il presidente della Regione querela sito web

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“Se qualcuno pensa di intimidirmi si sbaglia di grosso perché non conosce la mia storia personale e professionale. Ho già incaricato i miei legali di querelare l’autore dell’articolo e l’editore della testata web che ha pubblicato la notizia su un mio presunto grave problema di salute che porterebbe allo scioglimento del parlamento regionale e conseguenti elezioni anticipate. Mai stato così bene. Evidentemente, nella nostra azione di governo stiamo toccando alcuni nervi scoperti”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in riferimento alla notizia riportata dal sito web italyflash.it, “il cui editore – si legge in una nota della Regione –  è stato coinvolto in passato in alcune inchieste giudiziarie.

Le reazioni. Solidarietà al Presidente Schifani e rifiuto di qualsiasi fake-news, ancor più grave quando tocca la sfera privata”. Li esprimono il coordinatore regionale di Forza Italia Marcello Caruso e il Capogruppo all’ARS Stefano Pellegrino. I due rappresentanti forzisti si dicono certi “che nessuna forma di violenza potrà mai condizionare l’operato del Governatore e del suo Governo, ma è indubbio che di fronte a comportamenti così gravi non si può rimanere passivi. Ci auguriamo – concludono – che anche l’Ordine dei Giornalisti si attivi per sanzionare un comportamento certamente inaccettabile da parte di suoi, ahi noi, iscritti che rischiano di denigrare una intera categoria”.

Il proprietario del blog “Italy Flash”, Giuseppe Deni, con una nota ufficiale inviata a Palazzo d’Orleans, ha poi chiesto scusa al presidente della Regione Siciliana per l’articolo apparso ieri in cui si faceva riferimento a un presunto grave problema di salute del governatore che avrebbe portato allo scioglimento dell’Ars e a elezioni anticipate. Deni ha comunicato anche di avere “prontamente rimosso il suddetto articolo ad opera di Salvatore Petrotto, responsabile editoriale del blog” e di averlo “inibito dallo scrivere altri articoli che possano essere diffamatori”.

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