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Ponte, Barbagallo: “Usare risorse FSC per infrastrutture prioritarie in Sicilia”

"Scorciatoie burocratiche del governo per impedire di visionare aggiornamento progetto"

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“Non chiediamo risorse in più con il cappello in mano. Ma pretendiamo che le risorse del Fondo di sviluppo e coesione che spettano alla Regione Siciliana vengano utilizzate per realizzare infrastrutture prioritarie ed indispensabili come il completamento della Nord-Sud o la Palermo-Agrigento. Bastano infatti dieci anni delle spese correnti destinate al cda della società Stretto di Messina e al comitato tecnico-­scientifico del ponte per realizzare la Marsala -Mazara. Sono sufficienti due annualità del finanziamento del ponte per realizzare sia il completamento della Siracusa­-Gela, atteso da 50 anni, sia la messa in sicurezza, con il raddoppio della strada con più morti nel sud, la 284 Paternò-Adrano”.

Lo ha detto il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo PD in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo intervenendo oggi alla Camera alla discussione per la legge di Bilancio dello Stato, già approvata dal Senato. “Ma in quest’aula e davanti all’intero Paese – ha proseguito – denunciamo un fatto gravissimo: dopo aver affidato ad una società direttamente con un decreto legge la realizzazione di un’opera per un’importo cinque volte superiore a quello originario in barba ad ogni principio del nostro ordinamento giuridico, addirittura in questa sessione è stata negata alle opposizioni, la possibilità di visionare la relazione di aggiornamento del progetto consegnata a settembre dalla società Stretto di Messina al Ministero”.

“Lo abbiamo chiesto ripetutamente perché lo riteniamo un atto fondamentale per valutare la congruità dei prezzi e l’analisi dei costi; ma ci è stata negata, come nei peggiori regimi, perché – è la risposta – è un atto endoprocedimentale. Non ci fermeremo. Sappia il ministro Salvini che non ci fermeremo. Su questo progetto del Ponte pendono ombre lunghissime – ha aggiunto – ed incognite legate al rispetto delle procedure di impatto ambientale e di vulnerabilità sismica. Siamo convinti che le scorciatoie normative e burocratiche che continua ad imboccare questo governo – ha concluso – si riveleranno un vicolo cieco”.

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