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Incubo licenziamento per 6000 autisti in Sicilia: perdite dell’80%

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Seimila autisti a rischio licenziamento in Sicilia. Lo sostiene il coordinatore di Palermo dell’Associazione siciliana noleggio con conducente (Asincc), Alessandro Di Stefano.

La situazione è drammatica, siamo sull’orlo del fallimento – spiega all’Adnkronose non sappiamo come fare andare avanti le nostre aziende. A gennaio saremo costretti a licenziare tutti i nostri autisti, una platea di circa 6mila persone”.

Proprio questa mattina, a Palermo, gli operatori di noleggio con conducente si sono riuniti al parcheggio Basile, in viale delle Scienze, per poi manifestare davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza regionale. Le misure restrittive imposte dall’ultimo Dpcm hanno colpito negativamente anche la loro categoria: chiedono ristori immediati, vogliono essere ascoltati e cercano soluzioni. “I problemi per noi sono iniziati a novembre del 2019 – continua Di Stefanopoi è arrivato il lockdown e il fermo del turismo. Molti nostri autisti non hanno ricevuto ancora la Cig, così è impossibile andare avanti”. 

Secondo l’Associazione non bastano eventuali deroghe al provvedimento varato da Palazzo Chigi perché al di là delle restrizioni è il lavoro quello che manca: il Coronavirus ha inferto un duro colpo al turismo e le attività ad esso connesse. “Occorre la costituzione di un fondo per assicurare ristori al comparto almeno sino alla primavera del 2021″.

Un primo confronto con il sottosegretario alle Infrastrutture, il senatore Salvatore Margiotta, non ha dato gli esiti sperati. “Abbiamo ricevuto risposte inadeguate da parte di persone che evidentemente non conoscono le problematiche del nostro settore”, dice  Di Stefano.

Secondo i dati forniti dal coordinatore provinciale, si sono registrate perdite pari all’80% a fronte di tasse e scadenze che invece non si possono prorogare: “Al governatore Nello Musumeci chiediamo di bloccare le imposte regionali. A gennaio non potremo fare altro che licenziare tutti gli autisti, in Sicilia. È una platea di circa 6mila persone che rischiano di finire in mezzo a una strada e  dover chiedere il reddito di cittadinanza. Servono risposte immediate, non c’è più tempo da perdere”.

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