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È morta Carla Nespolo, prima donna presidente dell’Anpi: “Ciao Comandante”

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“Ciao Comandante” l’hanno salutata così, con la commozione che si deve ai combattenti di una resistenza in cui oggi non ci rimetti la pelle ma l’anima. Almeno quella che ne rimane dopo la Resistenza del periodo di guerra. Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi, è morta. A renderlo noto proprio l’Associazione nazionale partigiani.

“Con immenso dolore – scrivono in una nota – comunichiamo la scomparsa della nostra amatissima Presidente nazionale, Carla Nespolo. Lascia un vuoto profondissimo in tutta l’Anpi che Carla ha guidato dal novembre 2017″.

Carla Nespolo è stata la prima donna presidente e lo ha fatto “con grande sapienza, passione, intelligenza politica e culturale nel solco pieno della grande tradizione di autorevolezza ed eredità attiva dei valori e principi della Resistenza che ha contraddistinto la nostra Associazione fin dalla sua nascita. Non dimenticheremo mai il suo affetto nei confronti di tutti noi, la sua presenza continua anche negli ultimi mesi, durissimi, della malattia. Ciao comandante”. 

Al cordoglio dell’Anpi si è unito anche quello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “La scomparsa di Carla Nespolo addolora la Repubblica che ha conosciuto in lei una appassionata testimone e una fervida sostenitrice dei valori della Costituzione. Desidero esprimere i miei sentimenti di vicinanza ai familiari, e di solidarietà all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, della quale Carla Nespolo è stata presidente amata e stimata”.

“Prima donna a ricoprire questa carica – aggiunge Mattarella – ha dedicato il proprio impegno a contrastare – anzitutto sul piano culturale, educativo, civile – tutte le forme di violenza, di xenofobia, di razzismo che possono attecchire nelle pieghe della società.
Carla Nespolo – che è stata apprezzata parlamentare, prima alla Camera dei Deputati e poi al Senato della Repubblica – è stata anche la prima presidente dell’Anpi che non aveva partecipato, per ragioni di età, alla Resistenza. Ha iniziato, quindi, quel passaggio generazionale di testimone che adesso tocca ad altri proseguire”.

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