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Inchiesta Aspide, Barbagallo e Venuti: “Sanità terra di conquista, governo regionale incapace”

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“Quanto sta emergendo in queste ore dall’inchiesta Aspide sulla gestione della sanità in provincia di Trapani lascia sgomenti. Il quadro dipinto dagli inquirenti appare ancora più grave perché coinvolge esponenti del mondo politico in vista in città. Per questo motivo, come Partito democratico, abbiamo l’obbligo di mettere in campo la massima attenzione rispetto a percorsi politici in atto e rispetto alle scelte future da adottare”. Lo dicono Anthony Barbagallo e Domenico Venuti, rispettivamente segretario regionale e provinciale di Trapani del Partito democratico, rispetto all’inchiesta “Aspide”.

“Le accuse dovranno reggere al vaglio di un tribunale, è chiaro – proseguono Barbagallo e Venuti – ma la politica deve dare risposte immediate – aggiungono Barbagallo e Venuti . La sanità pubblica trapanese, infatti, continua a essere terra di conquista. Davanti a questa situazione il governo regionale dovrebbe invertire la rotta e invece si blocca sulle nomine dei manager. A pagare le spese di questo sistema malato sono i cittadini, che subiscono il peso di una gestione dissennata di risorse che invece dovrebbero servire a rafforzare la sanità pubblica sul territorio con mezzi moderni e personale numericamente adeguato. Un quadro difficile anche per i tanti medici e lavoratori del settore che ogni giorno danno prova di grande abnegazione”.

Barbagallo e Venuti poi aggiungono: “I risultati dell’indagine Aspide arrivano a poco più di un mese dalla denuncia pubblica fatta dal commissario dell’Asp di Trapani, Vincenzo Spera, che denunciò continue pressioni da parte di deputati regionali. A questo punto – evidenziano i segretari regionale e provinciale del Pd – sarebbe bene dare risposte anche rispetto agli inquietanti interrogativi che sorgono a seguito di quelle dichiarazioni”.

Barbagallo e Venuti poi concludono: “Bisogna tenere alta l’attenzione e vigilare su un settore delicato come la sanità, che è e deve restare pubblica. La politica – concludono – non ceda alla tentazione di affidarsi in toto ai privati: ne verrebbe fuori un sistema soltanto per ricchi e questo il Pd non può e non potrà mai accettarlo”.

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