La vicenda dei pescatori mazaresi bloccati in Libia tra i temi toccati da PapaFrancesco nell’Angelus di oggi in piazza San Pietro a Roma. “Prego perché il dialogo internazionale sia rilevante per il futuro della Libia. È giunta l’ora i porre fine alle ostilità e che il Paese ritrovi la pace. Preghiamo insieme per i pescatori e per la Libia”.
Il riferimento del Pontefice è ai pescherecci “Antartide” e “Medinea” che l’1 settembre sono stati sequestrati dalle autorità libiche con l’accusa di aver oltrepassato le acque internazionali e di portare a bordo della droga. Le imbarcazioni sono state sequestrate e i 18 membri dell’equipaggio sono stati fermati. Da allora non sono bastati l’impegno del governo nazionale e regionale per sbloccare la vicenda.
L’8 ottobre, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha invocato l’interessamento dei parlamentari sicilianieletti in Europa e in Parlamento. Un mese prima aveva rivolto il suo appello al premier GiuseppeConte, dichiarando di giudicare “intollerabile” il silenzio del Ministro degli Esteri, LuigiDiMaio.
Le famiglie dei pescatori, nelle settimane scorse, hanno manifestato incatenandosi davanti a Palazzo Chigi e, successivamente, occupando la sede del Comune di Trapani.