29.8 C
Palermo

“Tentarono di uccidere un ristoratore”, tre arresti nel Messinese

DaLeggere

Tre uomini sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) per il tentato omicidio di un ristoratore di Merì, commesso il 30 maggio 2015. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Messina, su richiesta della Dda, nei confronti di tre cittadini barcellonesi: Salvatore Chiofalo, 31 anni, e Santino Benvenga, 28 anni, già arrestati nel gennaio del 2018 nell’ambito dell’operazione antimafia “Gotha 7”, e Carmelo Cannistrà, 27 anni, anche lui già detenuto perché coinvolto nel traffico di sostanze stupefacenti emerso nell’inchiesta “Dinastia” del febbraio 2020.

I tre sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio, detenzione illecita di armi, porto abusivo di arma e rapina con l’aggravante del metodo mafioso. Secondo gli investigatori, i tre avrebbero commesso i reati “al fine di agevolare le attività illecite dell’associazione di stampo mafioso dei Barcellonesi”. Secondo gli investigatori, i tre, il 30 maggio 2015, aspettarono il ristoratore davanti al cancello della sua abitazione. I colpi di pistola sparati contro l’auto vennero bloccati dalla carrozzeria e l’uomo riuscì a fuggire all’agguato riparandosi in casa. Le indagini si concentrarono sui bossoli ritrovati sul luogo dell’agguato e su alcuni mozziconi di sigaretta.

Settimane dopo i carabinieri della Compagnia di Barcellona e della sezione Anticrimine del Ros di Messina, grazie anche alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, trovarono in un’abitazione abbandonata un arsenale di armi e munizioni, tra le quali vi erano anche l’arma utilizzata per il tentato omicidio. Il Dna estratto dai mozziconi di sigaretta ha permesso agli investigatori di risalire a Benvenga e Cannistrà, mentre per Chiofalo è stato determinante il Dna estratto da alcuni indumenti ritrovati insieme alle armi.

Le indagini, corroborate anche dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno permesso di chiarire che l’associazione mafiosa barcellonese aveva la disponibilità di un arsenale e che le armi rinvenute e sequestrate erano state utilizzate per commettere vari delitti tra cui il tentato omicidio e la rapina oggetto della contestazione a carico degli indagati.

- Sponsorizzato -

Leggi anche:

SCRIVI UNA RISPOSTA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

- Sponsorizzato -

Ultimi articoli