Una proposta di legge popolare punta ad aumentare di 5 euro il costo dei prodotti legati al fumo e alla nicotina, dalle sigarette tradizionali alle e-cig. L’iniziativa, sostenuta da Aiom, Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, ha già superato la soglia delle 50mila firme necessarie per approdare in Parlamento. Il progetto prevede l’introduzione di una nuova accisa uguale per tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Se approvata, la misura entrerebbe in vigore dal primo gennaio 2027 e comporterebbe un rincaro di 5 euro per ogni pacchetto di sigarette, ma anche per sigari, tabacco trinciato, prodotti a tabacco riscaldato e liquidi utilizzati nelle sigarette elettroniche. Resterebbero esclusi soltanto i prodotti farmaceutici destinati ai percorsi per smettere di fumare.
Secondo i promotori, l’obiettivo dell’aumento sarebbe duplice: ridurre il numero dei fumatori e reperire nuove risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale. A sostegno della proposta vengono citati gli esempi di altri Paesi europei, come Francia e Irlanda, dove l’aumento dei prezzi avrebbe contribuito a diminuire sensibilmente la percentuale di fumatori. Con il raggiungimento delle firme richieste dalla Costituzione, il testo sarà ora trasmesso a Camera o Senato.
Questo, però, non garantisce automaticamente l’avvio dell’iter parlamentare: le proposte di legge di iniziativa popolare, infatti, non hanno l’obbligo di essere discusse dalle Camere e spesso restano senza seguito. Per questo motivo i promotori intendono proseguire la raccolta firme, cercando di mantenere alta l’attenzione politica sulla misura.




