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domenica 18 aprile 2021 - Ultimo aggiornamento alle 09:24

Sanità-Sicilia. Compromessa l’immagine, sorgono inquietanti interrogativi | EDITORIALE

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Coronavirus, riaperture e zone gialle dividono gli esperti: ecco cosa dicono

Le zone gialle e le riaperture di alcune attività dal 26 aprile, privilegiando quelle all’aperto, dividono gli esperti. Ad essere particolarmente preoccupato Andrea Crisanti.

Coronavirus in Italia, 15.943 contagi e 428 morti: il bollettino del 16 aprile

Sono 15.943 i contagi regione per regione da Coronavirus in Italia oggi, 16 aprile, secondo i dati del bollettino della Protezione Civile.

Covid, ok alle riaperture di cinema e teatri all’aperto: via pure alle lezioni in presenza

Riaperture cinema e teatri all’aperto, dal 26 aprile gli spettacoli all’esterno saranno consentiti. Lo riferiscono fonti di governo al termine della cabina di regia a Palazzo Chigi sulle misure anti Coronavirus in Italia.

Covid in Italia, 16.974 contagi e 380 morti: il bollettino del 15 aprile

Sono 16.974 i contagi da Coronavirus in Italia oggi, 15 aprile, secondo i dati delle regioni nel bollettino della Protezione Civile.

Chi ha deciso, e perché, di evitare in Sicilia la zona rossa? Quali interessi? Interrogativi inquietanti – dopo l’esplosione dello scandalo dei dati che sarebbero stati “spalmati” sui contagi da Covid –  sui quali si incentrano le indagini della Procura di Trapani. Anche Nello Musumeci, governatore della Regione Sicilia, che a detta dei giudici era all’oscuro della frittata andata a male, si pone lo stesso interrogativo e confida che la magistratura faccia chiarezza, ma nel contempo chiede “calma” perché, chiarisce, “abbiamo visto quanti indagati poi sono usciti dalle inchieste”. Intanto, lo “scandalo” c’è, non si può cancellare come un colpo di spugna, e il perché sia successo se lo chiede tutta l’Italia che trova nuovo vigore di censura su una Sicilia che si presenta come arruffona, imprevedibile, che riesce a mandare a gambe all’aria tutto ciò che di buono, anche se a stenti, è riuscita a fare,  ottenendo così ampi spazi sui quotidiani; e sottolineando, ancora una volta, negli organi di informazione, la presunta immagine della Sicilia inaffidabile su ogni fronte.

Al centro delle critiche è la politica siciliana, o meglio una parte di essa, insofferente a certe regole e che va per conto suo programmando e poi distruggendo, aprendo pure la bagarre all’Assemblea regionale con Miccichè infuriato con i suo colleghi politici che, a suo dire, avevano rifiutato di vaccinarsi.  Ma al centro della sofferenza, sono, in prima persona, i cittadini e le loro famiglie che, a questo punto, non sanno più se sono positivi ai contagi o negativi, se si sta bene in una zona o in un’altra, se le zone rosse in vigore vanno mantenute o no, se le persone si possono spostare liberamente tra comuni e comuni, da una regione all’altra, se negozi, ristoranti  e alberghi possono riprendere la loro attività, se il coprifuoco ha ragione di esistere. La confusione è totale, avvicinandoci a Pasqua.

Siamo stati noi – dice Musumeci – a chiedere due settimane di zona rossa, quando tutta Italia faceva il possibile per rimanere in zona arancione”. Ma che cosa cambia? Quel “perché” sia successo,  pesa come un macigno e merita risposte immediate, anche e soprattutto per sapere se il piano vaccini sia necessario o no. E c’è un altro perché, tanto per non farci mancare niente in questa brutta storia, a cui si dovrà rispondere: nel comunicato della Sanità siciliana il dato sui nuovi positivi è zero e così anche sui nuovi tamponi.  L’inchiesta della magistratura a vasto raggio è appena iniziata, non solo nell’ambito della Sanità regionale ma è probabile che venga estesa anche sui Comuni, e a ritroso di mesi, che hanno fornito i dati, e in che misura, della pandemia.

 

Scarica il bollettino del 30 marzo QUI.

 

 


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