“L’attività si spaccio non si è interrotta neppure durante il periodo di lockdown imposto dall’emergenza pandemica e l’attivismo nell’attività di vendita al dettaglio dello stupefacente anche in quel periodo di stringenti limitazioni ha dato lo spunto per il nome dell’operazione”. A dirlo sono gli investigatori dell’Arma che oggi hanno dato esecuzione a 13 misure cautelari nell’ambito del blitz antidroga denominato ‘Lock-drugs’. Intercettazioni, pedinamenti e controlli hanno fatto luce su una fiorente attività di spaccio in cui i pusher per eludere i controlli utilizzavano un linguaggio in codice e i social.
La pandemia è stata anche un’opportunità di ulteriore guadagno per gli spacciatori: “Le restrizioni hanno reso più difficoltosa la circolazione della droga sul mercato – dicono ancora gli investigatori – e l’effetto è stato quello di fare lievitare i prezzi al dettaglio della sostanza stupefacente, raddoppiando il costo di un grammo di marijuana, pagato anche 20 euro dai consumatori”.



