Centinaia di persone si sono riunite in piazza Castelnuovo, davanti al Teatro Politeama di Palermo, per manifestare vicinanza alla famiglia di Paolo Taormina, il ragazzo di 21 anni ucciso la notte scorsa in via Spinuzza con un colpo di pistola alla testa mentre tentava di difendere un ragazzo aggredito dal “branco”. Dalla folla si sono levate urla di protesta – “Sicurezza, sicurezza!” – e uno striscione con i volti dei giovani uccisi nella strage di Monreale dello scorso aprile è stato esposto in segno di memoria e rabbia. Il sindaco Roberto Lagalla, arrivato al Politeama per unirsi al corteo, ha dichiarato: “Questa mattina ho contattato il Ministero dell’Interno chiedendo più agenti e più carabinieri. Ho il dovere di proteggere Palermo”.
Le sue parole, tuttavia, non hanno placato la tensione: alcuni cittadini lo hanno contestato invocando maggiore sicurezza. “Siamo tutti qui come cittadini – ha risposto Lagalla –. Conosco bene il dolore di chi perde una persona cara così giovane. Comprendo il vuoto e lo smarrimento di chi perde un figlio”. Quando qualcuno tra la folla gli ha gridato “Vai a casa”, il sindaco ha replicato con fermezza: “A casa ci vado serenamente, ma prima devo difendere questa città. Se ci sono giovani che girano armati, vanno fermati subito. Questo delinquente è stato arrestato in dieci ore, ma non basta. Servono più forze dell’ordine. Ho il dovere di difendere Palermo. Piango con voi”.
Il corteo, partito da piazza Castelnuovo, ha poi raggiunto il Teatro Massimo: una marea di luci accese, le torce dei telefoni alzate verso il cielo in silenzio. In prima fila, la madre di Paolo, Fabiola Galioto, con la figlia minore accanto. Almeno duemila le persone presenti. Lagalla si è avvicinato alla donna, l’ha abbracciata a lungo e le ha espresso il suo cordoglio personale e quello dell’intera città, ricevendo un applauso dalla folla. Davanti al Teatro Massimo, alcuni interventi al megafono. Tra le voci che si sono alternate, anche quella della madre di uno dei ragazzi uccisi a Monreale, che ha ricordato il figlio e chiesto giustizia per tutti i giovani strappati alla vita.
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