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Palermo, fiamme all’ex Chimica Arenella: “Incendi dolosi, area senza controllo”

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Ancora un’emergenza legata all’ex stabilimento Chimica Arenella, a Palermo, dove ieri pomeriggio un incendio ha nuovamente interessato l’area, trasformata da tempo in un accumulo incontrollato di rifiuti; il materiale presente, eterogeneo e in parte ingombrante, ha alimentato le fiamme generando una nube scura e potenzialmente pericolosa che si è diffusa rapidamente tra le abitazioni della borgata. Le valutazioni arrivate da ambienti del consiglio comunale escludono l’ipotesi accidentale e propendono per un gesto volontario, un elemento che rafforza l’idea di un’area priva di controllo reale, dove gli interventi eseguiti in passato non hanno impedito il ritorno di pratiche illegali.


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Tra i problemi segnalati c’è anche l’accesso libero alla struttura, mai realmente impedito nonostante l’installazione di una barriera metallica che avrebbe dovuto limitarne l’ingresso ma che, nei fatti, non ha mai svolto questa funzione. A prendere posizione sono stati alcuni rappresentanti locali: Giovanni Galioto, esponente del Movimento 5 Stelle nella settima circoscrizione, ha richiamato l’attenzione sulla mancanza di risposte concrete e sulla necessità di interventi immediati che vadano oltre le soluzioni temporanee. Il consigliere comunale Natale Puma, invece, ha sottolineato come le operazioni già effettuate non abbiano prodotto effetti duraturi, annunciando iniziative formali per accertare responsabilità e sollecitare azioni più incisive, con particolare attenzione alle possibili ricadute sanitarie legate alla diffusione dei fumi.

Proprio la qualità dell’aria rappresenta uno dei punti più critici. Secondo i consiglieri, non bastano interventi sporadici ma serve un piano strutturato che includa controllo costante, messa in sicurezza reale e una bonifica definitiva. La richiesta rivolta all’amministrazione comunale è quindi quella di passare dalle misure occasionali a un’azione continuativa, capace di prevenire nuovi episodi e di restituire condizioni di sicurezza all’area, perché senza un cambio di passo il rischio è che situazioni simili continuino a ripetersi, aggravando ulteriormente un problema già da tempo irrisolto per Palermo.

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