A Palermo apre la mostra “I Catalano 1893–2026. La Macchina dell’Arte”, ospitata al Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea Riso e promossa dall’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana. L’esposizione racconta oltre un secolo di storia artistica della famiglia Catalano attraverso tre generazioni unite da una stessa visione creativa: Eustachio, Maurilio e Chiara Catalano. L’inaugurazione del 28 maggio si articola in due momenti: alle 17.30 a Palazzetto Agnello apre un micro museo della grafica dedicato alla storica “Stamperia d’Arte al Borgo”, nato grazie ai torchi e ai materiali d’archivio donati da Maurilio Catalano; alle 18.30 viene invece inaugurata ufficialmente la mostra a Palazzo Riso.

Il percorso espositivo mette in dialogo le opere dei tre artisti senza divisioni cronologiche rigide, creando continui rimandi tra epoche, temi e colori. Al centro emerge la figura di Eustachio Catalano, interprete di una pittura dal forte rigore compositivo, capace di fondere suggestioni post-impressioniste e ricerca sulla luce. Da questa dimensione più contemplativa si passa all’universo di Maurilio Catalano, caratterizzato da colori intensi, simboli metafisici e richiami al Mediterraneo attraverso barchette, fiocine e strumenti della pesca trasformati in icone poetiche. La continuità familiare approda infine alla ricerca contemporanea di Chiara Catalano, che porta l’arte oltre la tela e dentro il quotidiano, intrecciando pittura, design e moda in opere da indossare.

L’assessore regionale Francesco Scarpinato definisce la mostra un dialogo tra passato, presente e futuro capace di raccontare una Sicilia che innova restando fedele alle proprie radici. Anche la direttrice del Museo Riso, Evelina De Castro, sottolinea come l’esposizione interpreti l’idea di arte contemporanea come continuità culturale e non semplice successione temporale. Un ruolo centrale è affidato alla memoria della “Stamperia d’Arte al Borgo”, fondata negli anni Settanta e diretta da Maurilio Catalano: non solo laboratorio artistico ma luogo d’incontro per intellettuali e collezionisti, noto per aver reso accessibili opere autentiche attraverso la produzione di multipli. I torchi storici e i materiali originali, oggi collocati stabilmente nel micro museo di via dell’Incoronazione, ricostruiscono l’atmosfera della prima stamperia d’arte di Palermo.

Il curatore Enzo Venezia, insieme a Ignazio Lo Manto, interpreta la mostra come il racconto di una profonda complicità familiare più che di un semplice confronto generazionale: tre artisti diversi ma accomunati dalla stessa volontà di narrare emozioni e aspetti della vita. Lo scrittore Gaetano Savatteri ricorda invece l’impatto culturale del mondo dei Catalano, capace di ridefinire il suo immaginario del mare e della Palermo artistica. Anche Franca Soncini riflette sul peso dell’eredità familiare, evidenziando come Chiara Catalano abbia trasformato la tradizione pittorica in arte da vivere e indossare, con creazioni diffuse nelle strade di città come New York, Tokyo, Los Angeles e Milano. La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione con contributi critici di Aldo Gerbino, Franca Soncini, Enzo Venezia, Gaetano Savatteri, Evelina De Castro e Luciana Giunta, per raccontare il percorso artistico dei Catalano come una storia ancora in continua evoluzione.




