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Niscemi, giornalisti e scrittori: “Salviamo la biblioteca”. Migliaia di libri a rischio

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Scrittori, intellettuali, giornalisti e librai si mobilitano per salvare la biblioteca privata “Angelo Marsiano” di Niscemi (Caltanissetta), con oltre 4mila volumi, minacciata dal rischio di crollo insieme alle case del quartiere Sante Croci. L’allarme è lanciato dalla scrittrice Stefania Auci, autrice di “L’Alba dei Leoni”: “Questo patrimonio non vada perduto. Il rischio è di perdere sia la memoria individuale sia quella collettiva custodita nella biblioteca”. Anche Nadia Terranova, finalista allo Strega con “Quello che so di te”, sottolinea: “Gli abitanti di Niscemi hanno ragione a non voler abbandonare la città”. La scrittrice messinese Francesca Maccani aggiunge: “Non sono solo libri: sono radici, identità, futuro. Lasciare che una biblioteca sprofondi significa accettare che cada un pezzo di civiltà”.

Scrittori locali come Ugo Barbara e Francesco Musolino evidenziano come la biblioteca sia simbolo della memoria della comunità: “Salvare quella biblioteca significa salvare l’identità di un paese”, afferma Musolino. Costanza Di Quattro, autrice de “L’ira di Dio”, ricorda il valore culturale e umano della biblioteca: “È legittimo preoccuparsi per un presidio culturale che può crollare portandosi via la storia della città”.

Giusina Battaglia e Giusy Sciacca sottolineano l’importanza di proteggere la memoria storica e il tessuto sociale della città. Elvira Seminara ricorda: “Le biblioteche sono granai pubblici che vanno preservati dagli incendi, dai cicloni, dalla nostra incuria e indifferenza”.

Gaetano Savatteri ribadisce: “Salvare persone, cose, affetti e memorie è essenziale per ricominciare. La biblioteca di Niscemi è simbolo di una possibile rifondazione che dà futuro alla memoria”. Rosita Manuguerra aggiunge: “Questo appello dimostra che non ci importa solo delle mura, ma della memoria storica di un luogo e della sua stessa anima”. Stefania Petyx conclude: “Se crolla la biblioteca di Niscemi, non perdiamo solo un edificio, ma la memoria stessa del paese”.

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