La Procura di Palermo chiude il cerchio su un’indagine che mette insieme sanità pubblica, appalti e presunte interferenze nei concorsi. Al centro c’è l’ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, indicato dagli inquirenti come figura di raccordo in un sistema di relazioni che avrebbe prodotto vantaggi lavorativi ed economici. Gli indagati sono nove, tra persone fisiche e una società, la Dussmann Service S.r.l.. I reati ipotizzati si dividono in due direttrici: traffico di influenze illecite e corruzione. Si tratta però di accuse ancora provvisorie, in vista di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
Inchiesta appalti, sanità e concorsi: Cuffaro ai domiciliari
Il capitolo ritenuto più sensibile riguarda Palermo, in particolare l’ospedale Villa Sofia-Cervello. Secondo la ricostruzione dei magistrati, il concorso per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari, bandito nell’ottobre 2023, sarebbe stato condizionato per favorire candidati segnalati. Tra gli elementi raccolti: anticipazioni sulle prove, promesse di incarichi e sostegno in cambio di decisioni favorevoli. In questo filone sono coinvolti, oltre a Cuffaro, l’ex direttore generale Roberto Colletti, il responsabile del Trauma Center Antonio Iacono e Vito Raso.
Un secondo asse dell’inchiesta si sposta sull’Asp di Siracusa e su una gara per servizi di supporto. Qui, secondo l’accusa, Cuffaro avrebbe sfruttato rapporti personali con l’allora vertice aziendale per orientare l’esito dell’appalto a favore della Dussmann. In cambio, sarebbero stati prospettati benefici concreti: assunzioni, miglioramenti contrattuali e future opportunità di subappalto. Nello stesso contesto compaiono anche Mauro Marchese e Marco Dammone, legati alla società. L’indagine allarga poi lo sguardo a una rete di relazioni. Tra i nomi citati figura anche Saverio Romano, per il quale però si procede separatamente.
Secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo di collegamento con ambienti della pubblica amministrazione, ma la sua posizione potrebbe non arrivare a processo: alcune intercettazioni non sono utilizzabili dopo il mancato via libera della Camera. Nel filone sulle influenze illecite resta invece centrale la posizione di Sergio Mazzola, imprenditore ritenuto coinvolto nei tentativi di incidere sugli equilibri delle gare pubbliche.
Misure e accuse ridimensionate. Parte degli indagati è già stata raggiunta da misure cautelari: per Cuffaro e Colletti sono stati disposti i domiciliari, mentre altri sono sottoposti a obblighi di presentazione. Rispetto alla fase iniziale dell’inchiesta, il quadro si è alleggerito: gli indagati sono passati da 18 a 9 e le ipotesi di reato si sono ridotte. Oltre alle persone fisiche, la Procura contesta alla Dussmann anche una responsabilità amministrativa legata ai comportamenti dei propri dirigenti. La società, da parte sua, ha respinto ogni addebito e sottolineato che alcuni dei soggetti coinvolti non fanno più parte dell’organico.
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