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Sanità, Bonsignore (CIMO): “Direttiva RUAS 6 bis illegittima, revoca subito”

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Il Segretario regionale della CIMO Sicilia, Giuseppe Bonsignore, esprime in una nota una netta opposizione alla Direttiva del Responsabile Unico per l’Assistenza Sanitaria Regionale (RUAS) n. 6 bis, contestandone la legittimità e denunciando un grave squilibrio nell’attribuzione delle responsabilità professionali ai dirigenti medici. “La direttiva – si legge nel comunicato – impone ai medici ospedalieri, per ogni paziente dimesso, di sottoscrivere una dichiarazione allegata alla scheda di dimissione ospedaliera (SDO), attestando non solo la corretta compilazione della stessa, ma anche il controllo completo dell’intera cartella clinica”.

“Il documento richiama inoltre responsabilità civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci, configurando così un ulteriore aggravio, sia formale sia sostanziale, a carico del medico. Secondo CIMO Sicilia, tale imposizione risulta giuridicamente infondata e illegittima per diversi motivi. In primo luogo, si evidenzia una duplicazione delle responsabilità del medico dimettente, già previste dalla normativa vigente (DM 380/2000), che rende superflua e impropria un’ulteriore dichiarazione formale. Viene inoltre contestata l’attribuzione indebita di responsabilità: la cartella clinica è infatti un atto complesso, redatto da più professionisti, ciascuno responsabile delle proprie annotazioni”.

“Non esiste – prosegue la nota – alcun obbligo normativo che imponga al medico dimettente un controllo integrale dell’intero documento. La direttiva violerebbe anche i principi normativi e organizzativi, alterando il corretto riparto delle responsabilità tra professionisti e direzione sanitaria e sovrapponendo responsabilità individuali e organizzative”.

Criticato anche l’uso della dichiarazione sostitutiva: “Il richiamo agli articoli 47 e 76 del DPR 445/2000 viene ritenuto incongruo, poiché tale strumento è destinato a semplificare i rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, non a rafforzare obblighi professionali già disciplinati. Inoltre, si evidenzia un contrasto con il CCNL vigente: le responsabilità relative alla compilazione e gestione della cartella clinica sono già chiaramente definite dal CCNL 2019–2021, che prevede obblighi e sanzioni disciplinari in caso di negligenza, senza necessità di ulteriori dichiarazioni”.

“La direttiva introduce un obbligo non previsto da alcuna fonte primaria o contrattuale – sottolinea Bonsignore – e rappresenta un pericoloso precedente che espone i medici a responsabilità generalizzate e non dovute, con evidenti ricadute sul piano professionale e legale. Alla luce di tali criticità, CIMO Sicilia chiede l’immediata revoca della direttiva, in particolare dell’allegato 1 bis, riservandosi di intraprendere tutte le azioni legali necessarie a tutela dei dirigenti medici”. Bonsignore conclude ribadendo la necessità di interventi orientati alla formazione e al miglioramento dei processi organizzativi, piuttosto che all’introduzione di adempimenti burocratici illegittimi che rischiano di compromettere l’equilibrio del sistema sanitario.

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