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Meta, da oggi i nostri dati pubblici usati per addestrare l’intelligenza artificiale

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A partire da oggi 27 maggio, Meta inizierà ad allenare i propri modelli di intelligenza artificiale utilizzando i contenuti pubblici condivisi dagli utenti maggiorenni su Facebook e Instagram. Il processo coinvolgerà post, foto, commenti, like e storie, ma non i messaggi privati. La data è stata concordata con l’Autorità garante irlandese per la protezione dei dati (leggi QUI), che ha competenza diretta su Meta in quanto la sede europea dell’azienda si trova in Irlanda. Dopo aver valutato le proposte di Meta e raccolto i pareri delle altre autorità di controllo europee, l’ente ha formulato una serie di raccomandazioni per tutelare i diritti degli utenti in materia di privacy.

In seguito a questo confronto, Meta ha introdotto una serie di misure correttive: notifiche di trasparenza aggiornate, un modulo di opposizione più semplice e accessibile, un periodo di preavviso più lungo, e strumenti per rendere privati i contenuti pubblicati, evitando che vengano usati per l’addestramento dei modelli. Durante questo periodo di transizione, gli utenti hanno avuto la possibilità di opporsi all’utilizzo dei propri dati compilando un modulo disponibile dal mese di aprile via email e nella sezione “Centro sulla privacy” dei propri profili. Meta ha confermato che rispetterà le richieste di opposizione inviate dagli utenti.

Come opporsi anche dopo il termine su Instagram da mobile. Per opporsi all’utilizzo dei propri dati da parte di Meta per l’addestramento dell’intelligenza artificiale, l’utente può, una volta effettuato l’accesso , cercare il “Centro per la privacy” (o “Privacy Center”). All’interno, occorre seguire la sezione dedicata a “Come vengono usati i tuoi dati per addestrare l’IA di Meta”. Infine, bisogna compilare il modulo online. In alcuni casi potrebbe essere richiesto di motivare l’opposizione ai sensi dell’art. 21 del GDPR: è sufficiente dichiarare di opporsi al trattamento dei dati personali per finalità legate all’intelligenza artificiale.

Come opporsi anche dopo il termine su Facebook dal computer. Come da “tradizione” Facebook è più tortuoso. Ecco il vademecum passo per passo da eseguire dal computer di casa perché al momento pare che da mobile la procedura non sia accessibile. Andare sulla home, cliccare in alto a destra sulla propria foto profilo – selezionare “Centro sulla privacy” – si apre una schermata in cui viene spiegato come fare – cliccare sulla parola “opporti” e compare la pagina con il modulo da riempire. Nel giro di pochi minuti, all’utente arriverà notifica che la richiesta è stata accolta.

Meta AI è arrivata in Italia nel marzo scorso, visibile come icona integrata in WhatsApp. Si tratta di un assistente virtuale con cui è possibile interagire, ma che non può essere rimosso dall’app. Ad aprile, l’azienda aveva annunciato che avrebbe iniziato a inviare notifiche informative agli utenti europei per chiarire quali dati saranno utilizzati per addestrare l’intelligenza artificiale. La novità riguarda solo gli utenti maggiorenni e si limita ai contenuti pubblici: messaggi privati e comunicazioni con amici e familiari restano esclusi.

L’obiettivo dichiarato da Meta è rendere l’IA capace di comprendere meglio lingue, culture e contesti europei, per offrire un supporto più efficace a milioni di persone e imprese nel continente. Il percorso verso l’integrazione dell’IA di Meta in Europa non è stato privo di ostacoli. Nel 2024, l’azienda aveva temporaneamente sospeso l’addestramento dei propri modelli linguistici basati su contenuti pubblici, in attesa di chiarimenti normativi da parte delle autorità competenti.

Critico Marco Camisani Calzolari, noto per le sue apparizioni frequenti su Striscia la Notizia in cui tratta sempre argomenti inerenti al web e all’informatica. “Avvisate tutti!” ha scritto ieri sulla sua pagina Facebook “Oggi (ieri per chi legge, ndr) è l’ultimo giorno per impedire a Meta di usare i nostri dati pubblici per addestrare la sua intelligenza artificiale. Se non facciamo niente entro stasera, da domani potranno prendere legalmente tutto: foto, post, like, commenti, storie. Tutto quello che abbiamo pubblicato su Facebook e Instagram in forma pubblica. Il consenso? Non ce lo chiedono. Ci informano su cosa faranno, e se stiamo zitti vale come un sì. Per opporsi bisogna compilare un modulo difficile da trovare. Lo metto nei commenti”.

 

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