Sequestrati beni per un valore di 600 milioni di euro a un 50enne pregiudicato di Canicattì, nell’Agrigentino. Oggetto del provvedimento sono un intero compendio aziendale, 18 veicoli, cinque terreni, un motore per imbarcazione e numerosi rapporti finanziari, tutti ritenuti riconducibili al soggetto e al suo ambito familiare. Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Palermo. L’indagine, condotta dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Agrigento, ha avuto origine da un’approfondita analisi dei flussi economici riferiti a un lungo arco temporale.
Gli accertamenti avrebbero evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e le spese sostenute dal nucleo familiare, tale da far ritenere che l’uomo vivesse abitualmente con proventi derivanti da attività illecite. “Alla base del sequestro – si legge in una nota della questura di Agrigento – la pericolosità sociale del soggetto, già nota alle autorità. Già sottoposto alla misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel 1998 per reati contro il patrimonio, era stato condannato in via definitiva per riciclaggio commesso nel 2004″.
“Nel 2018 – continuano – era stato arrestato con ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione aggravata e detenzione ai fini di spaccio, reati compiuti in concorso con un affiliato dell’associazione mafiosa ‘Stidda’. Per questi fatti, è stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione, condanna confermata dalla Corte d’Appello di Palermo nel novembre 2024. Ulteriori condotte successive, riconducibili al traffico di stupefacenti e al riciclaggio, hanno ulteriormente rafforzato il profilo criminale del soggetto, giustificando l’adozione della misura patrimoniale da parte del Tribunale”.




