Si accende il confronto politico sull’utilizzo delle risorse destinate al Ponte sullo Stretto di Messina mentre la Sicilia fa i conti con i gravi danni provocati dal ciclone Harry. Al centro del dibattito, la possibilità di destinare parte dei fondi previsti per la grande opera agli interventi di emergenza e alla ricostruzione dei territori colpiti. A chiudere nettamente a questa ipotesi è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. In un messaggio pubblicato su X, il leader di Forza Italia ribadisce la contrarietà del partito a qualsiasi riduzione delle risorse destinate al Ponte. “Forza Italia vuole che il Ponte sullo Stretto diventi una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria, Sicilia e di tutta l’Italia. I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo. Secondo il vicepremier, le proposte alternative per reperire risorse verranno esaminate dal governo, ma “quella di utilizzare i fondi del ponte ci trova contrari”.
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Sulla stessa linea il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenuto al question time del Senato. Salvini difende la strategia delle grandi opere, sostenendo che non sottraggono risorse alla manutenzione ordinaria. “Le grandi opere, la Tav, il Mose, il tunnel del Brennero, la Palermo-Catania-Messina, il Ponte sullo Stretto non tolgono un euro alla manutenzione della rete esistente – afferma –. Anzi, accelerano gli investimenti e la manutenzione straordinaria sull’intera rete”. L’obiettivo, aggiunge il ministro, è “ridurre il divario infrastrutturale, con grandi opere dove servono e interventi mirati di manutenzione sul territorio”.
Di segno opposto le critiche dell’opposizione. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, definisce il progetto del Ponte “fallace” e “carente”, ricordando che “ci sono lì buttati 13 miliardi e mezzo per un progetto che è stato bocciato”. Conte sottolinea inoltre che “ci sono anche fondi scippati alla Regione Sicilia e alla Calabria” e chiede al governo una “scelta chiara, concreta e immediata” per fronteggiare l’emergenza. “Noi abbiamo dato un segnale – aggiunge – con un milione di euro dal taglio dei nostri stipendi, come gesto di vicinanza”.
Intanto sul territorio proseguono i sopralluoghi. Il presidente della Regione Siciliana e commissario per l’emergenza, Renato Schifani, sarà domani, venerdì 30 gennaio, alle 14 a Furci Siculo, nel Messinese, insieme al ministro Salvini per verificare la situazione nelle località della costa ionica colpite dal ciclone Harry. Al sopralluogo parteciperà anche il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. È previsto un punto stampa. Ma proprio la visita del ministro accende nuove polemiche.
Il coordinatore regionale del M5S Sicilia, Nuccio Di Paola, attacca duramente Salvini: “Rimanga tranquillamente dove si trova. Se deve sorvolare le aree distrutte per promettere qualcosa, prima sblocchi il miliardo e 300 milioni di fondi Fsc dei siciliani che ha immobilizzato per il suo ponte di propaganda”. Secondo Di Paola, alla Sicilia servono “strade, ferrovie, scuole e ospedali, non un ponte di propaganda“, e conclude: “Finché non restituirà i soldi ai siciliani, sull’Isola non lo vogliamo”.




