L’ormai ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Messina, Salvatore Iacolino, si è dimesso con effetto immediato, a seguito della decisione della Giunta regionale di sospenderlo dall’incarico. A confermare la notizia è l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni: “Do conferma delle dimissioni presentate dal direttore generale e quindi prendiamo atto della conseguente interruzione definitiva dell’incarico”. La scelta di Iacolino arriva dopo la seduta straordinaria di giunta convocata oggi pomeriggio dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, su proposta dell’assessore Faraoni. La Giunta aveva sospeso Iacolino dall’incarico e avviato il procedimento di revoca della nomina in seguito a notizie di stampa relative a un’indagine della Procura di Palermo.
Inchiesta sanità, la Regione sospende Iacolino dal Policlinico di Messina
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo siciliano, riguarda ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dall’aver agevolato la mafia. Durante le perquisizioni svolte oggi dagli investigatori, sono stati trovati 90mila euro in contanti nelle abitazioni di Iacolino. Le perquisizioni hanno interessato l’abitazione di Palermo, dove il manager soggiorna nei periodi di lavoro nel capoluogo, quella di Agrigento, sua residenza principale, e gli uffici di piazza Ottavio Ziino a Palermo, sede dell’assessorato alla Salute, dove il super manager ha lavorato come dirigente alla Pianificazione strategica fino a pochi giorni fa.
Gli avvocati difensori di Iacolino hanno precisato che l’ex dirigente generale si dichiara totalmente estraneo alle contestazioni ricevute e conferma la fiducia nella magistratura, certa di accertare la sua assoluta estraneità alla vicenda. Al contempo, spiegano i legali, le dimissioni del direttore generale “garantiscono la massima trasparenza nei confronti dell’Istituzione rappresentata” e rendono non più necessario il provvedimento di sospensione né la procedura di decadenza dall’incarico precedentemente avviata dalla giunta regionale.
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