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Inchiesta sanità, la Regione sospende Iacolino dal Policlinico di Messina

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Il governo regionale, nella seduta straordinaria di Giunta convocata oggi dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sospeso Salvatore Iacolino dall’incarico di direttore generale del Policlinico di Messina, avviando al contempo il procedimento per la revoca della nomina. La decisione è stata presa su proposta dell’assessore della Salute, Daniela Faraoni, dopo le notizie di stampa relative a un’indagine della Procura di Palermo che vede coinvolto Iacolino. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo siciliano, riguarda ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dall’aver agevolato la mafia.


Mafia e sanità, ancora scandali in Sicilia: Iacolino indagato per concorso esterno e corruzione


Nell’ambito della stessa operazione, oggi sono stati arrestati un dirigente regionale e un imprenditore collegato al clan di Favara, mentre gli uffici dei magistrati hanno eseguito perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici dello stesso Iacolino. Secondo gli inquirenti, Iacolino, nominato alla guida del nosocomio messinese appena la settimana scorsa, avrebbe utilizzato la sua posizione e la rete di relazioni costruite durante la sua esperienza politica, inclusi i rapporti come eurodeputato del Pdl e come dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, per favorire interessi economici del capomafia Carmelo Vetro e dei suoi uomini, tra cui l’imprenditore Giovanni Aveni.

Iacolino, secondo le accuse, avrebbe fornito informazioni su procedimenti amministrativi in corso e facilitato incontri con importanti funzionari regionali, tra cui il manager dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì, la vicepresidente della commissione Antimafia siciliana Bernardette Grasso e il capo della Protezione civile Salvatore Cocina. In seguito alla sospensione, il presidente Schifani ha firmato un atto di indirizzo per rafforzare i controlli sulle autodichiarazioni dei dirigenti regionali riguardo eventuali cause di impedimento al proseguimento delle funzioni. Gli uffici dovranno verificarne periodicamente la veridicità e, in caso di richieste di trattenimento in servizio oltre i limiti ordinari di età, valutare anche la condotta morale dei dirigenti nell’esercizio delle funzioni pubbliche. L’iniziativa rientra nell’azione di trasparenza e controllo dell’amministrazione regionale.

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