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“A Palermo si spara” e Piantedosi risponde con “altre 60 videocamere”

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Nel corso dell’incontro tenuto ieri, 26 maggio, in Prefettura a Palermo, è emersa la necessità di introdurre regole più stringenti sugli orari di apertura dei locali pubblici e di potenziare ulteriormente il sistema di controllo del territorio attraverso nuove telecamere di sorveglianza. A riferirlo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante il question time alla Camera, spiegando che in città verranno installati altri 60 dispositivi di videosorveglianza nelle aree urbane maggiormente sensibili. Il ministro ha inoltre ricordato che nel capoluogo siciliano continuano le operazioni interforze ad “alto impatto”, organizzate periodicamente per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine.


Montecitorio, Faraone a Piantedosi: “A Palermo si spara e non ci sono controlli”


A Palermo si spara, e lei mi risponde con un discorso politico”, ha detto il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, nel corso di un dibattito infuocato dagli ultimi avvenimenti di cronaca nel capoluogo siciliano. Faraone ha accusato il governo di sottovalutare quanto sta accadendo in città. Durante il question time, il parlamentare ha parlato di una Palermo sempre più insicura, ricordando i recenti episodi di violenza armata, tra cui gli spari contro una ragazza e gli attacchi ai danni di attività commerciali, bersaglio sia di intimidazioni mafiose sia di richieste estorsive.

Faraone ha inoltre sostenuto che il ritorno in libertà di alcuni boss starebbe favorendo una riorganizzazione delle reti mafiose nei quartieri popolari, spesso con il coinvolgimento delle baby gang. Secondo l’esponente di Italia Viva, sul territorio mancherebbero controlli adeguati e i posti di blocco sarebbero ormai sempre più rari a causa della carenza di personale nelle forze di polizia. “Ci aspettavamo interventi straordinari e risposte concrete – ha dichiarato – ma dal ministro è arrivata soltanto polemica politica. Il problema, a nostro avviso, è che il governo non ha piena consapevolezza della gravità della situazione”.


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Ad ogni modo, oltre alle 60 videocamere di sorveglianza in più, è stata anche prorogata fino al prossimo 23 ottobre la vigilanza rafforzata in diverse zone del centro storico di Palermo. A queste attività si aggiungono servizi straordinari supportati dagli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine inviati dal Viminale. Comunque, secondo Piantedosi, i primi effetti delle misure adottate starebbero già emergendo dai dati sulla criminalità: nel confronto tra il 2025 e il 2024, ha spiegato, si è registrata una riduzione complessiva dei reati superiore al 9%, mentre prendendo come riferimento il decennio precedente il calo arriverebbe a circa il 24%. Sul fronte della lotta alla criminalità organizzata e al traffico di stupefacenti, il ministro ha parlato di 133 operazioni antidroga effettuate quest’anno a Palermo, con il sequestro di circa 200 chili di sostanze e 162 persone denunciate, di cui 145 finite in arresto.

 

 


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